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Vergata da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1786, Le nozze di Figaro è melodramma giocoso in quattro atti considerato uno dei vertici assoluti del teatro musicale. Il libretto, firmato da Lorenzo Da Ponte, si ispira alla commedia omonima di Beaumarchais, vietata in molti Stati per il suo contenuto sovversivo. Conegliano la rielabora con arguzia, attenuando le allusioni politiche ma lasciando intatta la critica sociale e l’intelligenza dei dialoghi.
Dal punto di vista musicale, Mozart crea una partitura doviziosa, densa di invenzioni armoniche e melodiche, dove ogni personaggio è caratterizzato in modo psicologico e teatrale. L’uso dell’ensemble vocale – duetti, terzetti, concertati – raggiunge qui livelli di autentica impeccabilità, rendendo vivi gli intrecci e le emozioni. Il ritmo drammaturgico è incessante, in un gioco di travestimenti, inganni e rivelazioni che culmina nel celebre quarto atto, dove la musica scioglie ogni nodo con una grazia che rasenta il divino. Il componimento è, insieme, una commedia brillante e un affresco umano profondo in cui la musica e il testo si fondono in perfetta sinergia per raccontare il desiderio, il potere, l’amore e l’illusione con ironia e acume sopraffini. Sonia Grandis sigla una regia colta e stratificata, che rinuncia a qualsiasi pretesa di imbrigliare l'incommensurabile capolavoro, scegliendo piuttosto di abbandonarsi a un gioco drammaturgico di trasformazione continua. Il libretto diventa così un terreno fertile per esplorare instabilità emotive e mutamenti interiori, in una dimensione dove il camuffamento non è solo espediente comico ma strumento di metamorfosi e rivelazione. La scenografia di Lidia Bagnoli, pittorica e concettuale, trasforma il palcoscenico in un Settecento decadente e fuori asse: sagome accatastate di mobilia senza collocazione compongono un paesaggio dell’anima, dove realtà e sentimento si intrecciano, sostenuti da coreografie ironiche curate da Simone Magnani. In questo ambiente sospeso, la grande famiglia patriarcale del Conte e della Contessa si agita in un processo di conoscenza che porta ogni personaggio a disvelarsi, mentre l'avvicendarsi di notte e dì accompagna la parabola emozionale e morale. È "l’affetto pien di desire" di Cherubino a dischiudere il mondo delle passioni, è la voce riconosciuta, più che l’identità visiva, a restituire autenticità e verità. Grandis non dimentica l’attualità sociologica del testo, in primo piano la rapacità sessista del Conte, simbolo di un potere in declino, e sullo sfondo l’emersione di un nuovo ceto che minaccia l’aristocrazia. Tuttavia, l’ineluttabile sovvertimento dell’ordine è affidato alle donne: la Contessa, Susanna, Marcellina e persino la giovane Barbarina formano una rete coesa, una sorellanza che oppone all’oppressione maschile un modello di reciprocità, intelligenza e libertà. In questo equilibrio muliebre, Le nozze non solo anticipano la fine di un’epoca, ma sussurrano la possibilità di un nuovo assetto etico. Ed è proprio qui che l’opera buffa, grazie alla sensibilità registica, diventa, ancora una volta, irriducibilmente rivoluzionaria. ll Coro del Conservatorio di Milano e gli Studenti delle Classi di canto Lirico, parte integrante dell’impianto drammaturgico, hanno offerto un’esecuzione precisa e convincente, contribuendo con intensità al tessuto sonoro della pièce dimostrando l’eccellenza della formazione artistica dell’Istituto. Menzione di merito va al maestro Nicolò Jacopo Suppa, la cui direzione ha saputo unire rigore stilistico e freschezza interpretativa, restituendo tutta la vivacità e la profondità della straordinaria e monumentale partitura, mantenendo un perfetto equilibrio tra buca e palcoscenico.
La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 20 settembre 2025 |
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Le nozze di figaro Opera in quattro atti di Wolfgang Amadeus Mozart Su libretto di Lorenzo Da Ponte Regia Sonia Grandis Aiuto regista Riccardo Grandini Assistenti alla regia Raffaella D’ascoli, Angela Paradiso, Aurosa Catalfamo Movimenti coreografici Simone Magnani Aiuto coreografa Michela Amabili Scene Lidia Bagnoli Falegnameria Musolesi Coordinamento costumi Christian Cozzi, Matilda Zinetti Reparto sartoria del Teatro Comunale di Bologna Studenti delle Classi di Canto lirico, Musica vocale da camera, Canto rinascimentale barocco, Esercitazioni corali, Didattica Indirizzo Teatro musicale del Conservatorio di Milano Coro del Conservatorio di Milano Maestro del Coro Edoardo Cazzaniga Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Milano Direttore Nicolò Jacopo Suppa (20 settembre) Direttore Studente delle Classi di Direzione d’orchestra del Conservatorio (21 settembre) Definire l’incommensurabilità di un capolavoro come Le nozze di Figaro e quale sia la sua natura interpretativa non è certo impresa nostra. Piuttosto lasciarsi suggestionare da “voci” drammaturgiche che ci invitano al gioco della trasformazione. E non solo! Nello spazio evocativo di un Settecento decadente e sempre “fuori posto”, con sagome di mobilia accatastata che non trova collocazione, si scompaginano realtà e sentimento. Le scene create dalla pittrice e scenografa Lidia Bagnoli sottolineano questa instabilità degli affetti in un gioco di rimandi con gli accenni coreografici, spesso ironici, curati da Simone Magnani. Scossi dal “affetto pien di desire” di cui Cherubino chiede il segreto alla sapienza delle donne, i componenti della grande famiglia “allargata” e patriarcale del Conte e della Contessa, avviano, ciascuno a suo modo, un processo di conoscenza che li trascina nell’abisso delle emozioni. Dal sorgere del Sole alla Notte ogni personaggio incontra se stesso via via rivelandosi e gettando le proprie scorie caratteriali. L’espediente classico del tra/vestimento qui non scioglie solo l’intreccio della commedia, ma tras/forma, affidando solo al riconoscimento della voce amata il compito di essere deus ex machina della vicenda. Sullo sfondo il grande tema sociale dell’emergere di un nuovo ceto che porrà fine all’aristocrazia, e in primo piano, ahimè sempre contemporaneo nostro, la prepotenza e la rapacità sessista del Conte che vuole possedere la serva Susanna in procinto di convolare a giuste nozze con Figaro. Ma per Mozart e Da Ponte nessuna donna viene uccisa, per quanto accusata di leggerezza e civetteria, e per quanto lo sia davvero. Figaro crede all’innocenza di Susanna e mette in moto un suo macchinoso intrigo di aiuto, sostenuto dalla conquistata alleanza delle tre donne del palazzo: la Contessa, la giovanissima (e ninfetta) Barbarina, la matura Marcellina a cui Da Ponte affida il proclama di parità e armonia tra i sessi, legge universale rispettata anche dalle “più feroci belve [che] per selve e per campagne lascian le lor compagne in pace e libertà”. (Sonia Grandis)E questo sarebbe una Rivoluzione.Diversamente dagli uomini, le donne de Le nozze di Figaro, in particolare la Contessa tradita e umiliata e Susanna che sfugge con intelligenza ed equilibrio alle profferte del Conte, si alleano, sanno annullare i ruoli sociali, instaurano una reciprocità basata sull’amicizia, sulla “sorellanza”, che instaura un nuovo ordine di libertà (fonte: comunicato stampa).

Teatro Carcano
Corso di Porta Romana, 63, 20122 Milano tel: 02 55181362
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domenica 21 settembre ore 16:00
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