Inchiodate!
Roma, Teatro Tor Bella Monaca, 3 agosto 2025

Una galleria d’arte in puro stile Tecnocene, opere immersive che prendono forma e vita e che convivono con realtà virtuali, musiche e luci per restituire ai visitatori un’esperienza unica ed irripetibile proiettata in un postmoderno ancora non totalmente definito.

La storia di “Inchiodate!” si snoda in questa strana e futuristica location dove l’opera del fantomatico artista Boris Majellaro dal significativo titolo Golgota rappresenta tre croci: una vuota al centro e due ai lati, quelle dei ladroni di storica memoria, sulle quali sono virtualmente inchiodate due donne che, tra un visitatore e l’altro, si scambiano confidenze e riflessioni, in un dialogo schietto e a tratti divertente, imbastendo ragionamenti da due punti di vista diametralmente opposti. Molto interessante è infatti questo dualismo all’interno di un unico spazio, quello femminile. Vera (Giorgia Salari) molto "politicamente corretta", allineata alle più imperanti ideologie attuali (dal woke al veganesimo, radical chic e rigorosamente di sinistra) perfettamente in linea con lo spirito dell’opera che rappresenta, Gioia (Benedicta Boccoli) molto più scettica e realista, niente affatto convinta che dietro il capolavoro artistico che sta rappresentando vi siano significati reconditi o messaggi educativi. La conversazione tra le due donne si snoda tra gli argomenti più disparati: politica, religione, ossessiva attenzione all’uso delle parole, web ed intelligenza artificiale, ipocrisia e ideologia. Discorsi a volte seri altre leggeri, frequentemente interrotti dall’entrata in scena della guida della galleria d’arte (un simpaticissimo Simone Colombari), elemento maschile disturbante le due donne.
Tutto lo spettacolo si dipana attraverso un forte simbolismo (a volte evidenziato dalla guida museale, altre sotteso, ma neanche troppo): la condizione femminile e la mercificazione del corpo, lo sfruttamento delle donne ed il loro ruolo nella società o anche, come sottolinea il regista Marcello Cotugno, “ una riflessione leggera ma profonda sulla mancanza di futuro e sull’ossessione per il passato, con due donne che attendono un “Messia” che non arriverà mai. Una metafora amara e ironica della nostra contemporaneità”.
“Inchiodate!” è uno spettacolo provocatorio, la rappresentazione di uno spaccato della società attuale dissacrante e realistico. Si ride e si riflette constatando quanto siano disarmanti alcune verità se chiamate con il loro nome, invece di usare giri di parole “per non offendere nessuno”. L’originalità dell’installazione, gli insoliti costumi, le incursioni fuori dal palco, le forti doti comunicative dei protagonisti e soprattutto il finale a sorpresa, rendono la rappresentazione davvero interessante. Forse, per un’ora e mezza di spettacolo la quantità di argomenti affrontati è un po’ eccessiva: cultura woke e body shaming, politica e intelligenza artificiale, web e violenza domestica, un intero monologo sulle mestruazioni (peraltro tenuto da un uomo), ricordi di donne vittime di uomini despoti, aborti clandestini, la prima elezione a suffragio universale contrastata dal genere maschile ed un corposo intermezzo di due paperi “negri” che cantando e quasi reppando, si lanciano nella satira politica.
Tantissimi argomenti, certamente interessanti, ma solo sfiorati, flash di messaggi accennati o sottesi, lanciati al pubblico di una sala gremita (peraltro con forte presenza di personaggi dello spettacolo). “Inchiodate!” è una rappresentazione coraggiosa con interpreti di talento ed una regia ardita; a tratti ironica con un epilogo assolutamente inaspettato e spiazzante. Una amara riflessione sul nostro tempo.



Inchiodate!
Contro la deportazione in Albania del papero negro
Di Claudio Pallottini e Massimiliano Giovanetti
con la collaborazione di
Benedicta Boccoli e Giorgia Salari
Regia e colonna sonora a cura di Marcello Cotugno
Scenografia di Giorgia Ricci
Aiuto regia Marta Finocchiaro
con
BENEDICTA BOCCOLI
e GIORGIA SALARI
e con SIMONE COLOMBARI
Loft Produzioni

In un importante museo internazionale è stata allestita l’ultima opera del grande artista Boris Majellaro, dall’impegnativo titolo ‘Golgota’. Un’installazione vivente che attrae molti visitatori e che come peculiarità artistica presenta, nei panni dei due ladroni inchiodati ai lati di Cristo, due donne: Vera e Gioia.
Per alcuni è una scelta forte, un segno importante e progressista, per altri, una trovata banale, se non addirittura una vera stronzata. Tra questi ‘altri’ c’è Gioia – una delle due inchiodate – che tra un gruppo di visitatori e l’altro coinvolge nei suoi dubbi e nel suo scetticismo, anche l’altra inchiodata, Vera, di sentire più aperto e più in sintonia col messaggio inclusivo dell’artista. Da questo dialogo, fatto di botta e risposta serrate, e di contaminazioni di generi, dalla canzone al monologo, dalla favola alla web series, viene fuori un confronto sul quotidiano e sui massimi sistemi senza censure, politicamente scorretto, satirico, paradossale, e, a tratti, molto comico. Inchiodate su quelle croci, infatti, senza alcun testimone, senza aver nulla da perdere, le due inchiodate possono dire con leggerezza disarmante e disarmata tutto ciò che pensano, costringendo gli spettatori a ripensare la realtà complessa e assurda che viviamo ogni giorno. Una realtà dove è vero tutto e il contrario di tutto; dove bisogna stare attenti a non offendere nessuno e nessuna; dove il “ma anche”, il conforme, e i continui rovesciamenti valoriali, hanno smantellato ogni logica di buon senso o di senso del ridicolo.
Inchiodate! Contro la deportazione in Albania del papero negro è uno spettacolo per tutti, per il suo allestimento non è stato maltrattato nessun animale.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Tor Bella Monaca
Via Bruno Cirino, 5
Roma
Telefono: 06 201 0579

 


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