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Non solo boxe, ma anche palestra di vita, metafora per dialogare sulle sconfitte perché, a volte, si può anche stare dalla parte dei perdenti, ma non per questo non essere vincitori.
Uno spettacolo solo all’apparenza incentrato sulla vita e sulla popolarità che dagli anni sessanta in poi ebbe il grande pugile Muhammad Ali. “Pesi massimi”, con Emiliano Morana e la regia di Fabio Morgan, racconta come dalle sconfitte possano nascere grandi occasioni: un dialogo serrato con il pubblico, nel quale un ragazzo “ciccione” racconta la sua giovinezza da bullizzato, la vita nelle periferie romane negli anni 80/90, l’importanza di essere accettato, il razzismo, il body shaming, tantissimi episodi accavallati alla vita di Cassius Clay (nome modificato perchè da schiavo), in una narrazione dove il politicamente corretto lascia il posto alla cronaca di vicende, storie, aneddoti di un passato neanche troppo lontano, ma che, come ci ricorda il giovane protagonista, ha segnato la vita di tanti ragazzi. Lo spettacolo è un continuo parallelismo ma tra sport e quotidiano, la scelta di un idolo da seguire perché vincente anche quando le avversità tentano di fiaccarlo. Muhammad Ali così forte, coraggioso, vincente sul ring e nel suo personale riscatto verso una società ed una politica che lo voleva succube e mansueto. Titoli conquistati e poi persi per non abdicare alle proprie idee pacifista, sconfitte e rivincite contro ogni pronostico, orgoglio per le proprie origini e sfrontata capacità di sfidare il mondo intero. Un pugile preso a modello per riscattarsi dalla vita di borgata, dalle offese per un peso eccessivo, da una ragazza che “neanche ti considera”. Spettacolo molto significativo con un bellissimo finale che svela la morale di tutto il testo: non è sempre necessario stare dalla parte di chi vince ed anche quando si subisce una sconfitta occorre trovare la forza di rialzarsi. Grande interpretazione di Emiliano Morana, che nello spazio-giardino dell’area di archeologia industriale del Teatro India, nonostante i tantissimi elementi di distrazione (via vai di gente nel cortile, avventori del bar, bancarelle di libri) regala al pubblico una performance coinvolgente ed ironica. Le sue parole ed i suoi gesti raccontano una storia di sofferenza, ma anche di amore (verso gli anziani nonni e verso la donna della sua vita), di amicizia (i ragazzi del quartiere ed i compagni di scuola), di stereotipi ed etichette (a volte veramente offensive) accettate come un ineludibile destino, di schiavitù e riscatto (come l’eredità simbolica lasciata dalla controversa figura di Muhammad Ali esempio di forza e di rifiuto delle definizioni imposte). “Pesi massimi” è un bellissimo monologo, con un finale che stringe il cuore, evocativo di tanti ricordi, specie per chi quegli anni li ha vissuti, ed estremamente istruttivo per le giovani generazioni.
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Pesi massimi
con Emiliano Morana regia di Fabio Morgan
Un giovane cresciuto in una borgata romana affronta i pregiudizi legati al proprio aspetto fisico, trasformando la passione per la boxe in un percorso di riscatto personale. Pesi Massimi è un monologo potente che, tra ironia e commozione, racconta una storia di identità, crescita e autodeterminazione. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman 1 Roma 06 8775 2210
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