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Per la regia di Massimo Chiesa e interpretata dalla compagnia The Kitchen Company, l’opera offre uno sguardo ironico e affettuoso sul mondo attoriale, disvelandone le nevrosi, le goffaggini e gli imprevisti che rappresentano il sapore del background di una compagnia impegnata in un laboriosissimo allestimento scenico e recitativo. Tra gag esilaranti e meccanismi interpretativi millimetrici, marcatamente fuori sync, la commedia celebra il teatro smascherandone le fragilità e restituendone la magia più autentica. Composta nel 1977 ed esordita nel 1982 al Lyric Theatre di Londra, la farsa rappresenta il groviglio tragicomico di una compagnia filodrammatica alle prese con una tournée disastrosa dello spettacolo. Articolata in tre atti, come un guanto ed il suo reverse, la pièce aderisce perfettamente alle disarmonie dei protagonisti, mettendone a nudo contraddizioni, fragilità ed egocentrismi, attraverso prospettive che si rincorrono e si ribaltano. Il pubblico, gradualmente assorbito, quasi senza rendersene conto, all’interno dell’ingegnoso costrutto drammaturgico, è come risucchiato da un turbine pluricentrico per via del quale l'osservazione e l’evoluzione della medesima scena prende le sembianze di un fotogramma scardinato, rotto da un difetto che ne amplifica l'irresistibile tono sarcastico. Così si dipanano la prova generale, il retroscena durante una replica e, infine, l’inesorabile disfacimento della messinscena. Massimo Chiesa, profondo conoscitore delle dinamiche teatrali, dirige con arguzia questa nuova produzione, evidenziando le tensioni, le rivalità ed i misunderstanding che caratterizzano la vita di una troupe. La sua esperienza personale nel mondo della drammaturgia si riflette in una direzione di scena che scandisce perfettamente il ritmo comico bilanciandolo con una sottile riflessione sul mestiere del commediante. La compagnia The Kitchen Company offre una performance energica e affiatata, riuscendo a rendere credibili e divertenti i personaggi stereotipati della commedia: l'attrice svampita, il giovane attore geloso, il regista esasperato e tombeur de femmes, l'anziano attore alcolizzato. Ogni interprete contribuisce a creare un ingranaggio burlesco impeccabilmente congeniato, dove nulla è lasciato al caso. Rumori fuori scena gioca con gli archetipi del teatro comico, portando in scena situazioni paradossali e sketches esilaranti. La commedia mette in luce le fragilità umane e le dinamiche relazionali che si sviluppano in un ambiente artistico, offrendo al pubblico uno spettacolo che è al contempo divertente e profondamente umano. La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 18 luglio 2025 |
Rumori fuori scena
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