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Anche questa edizione del Roma Fringe Festival si conferma un punto di riferimento per gli amanti del Teatro Off: arte indipendente e adatta ad ogni tipo di spettatore. Con queste premesse, lo spettacolo "Ludopazza", rispettando pienamente lo spirito del Festival e soddisfacendo totalmente le aspettative, propone una storia di dipendenza e disperazione con l’intento di far comprendere la gravità della ludopatia e le sue conseguenze.
Il gioco d’azzardo patologico – ormai riconosciuto come una vera e propria dipendenza - colpisce milioni di persone in tutto il mondo, sconvolgendo l’esistenza di chi ne è affetto e quella dei loro cari. Davide Marchetti, autore del testo, con una analisi disarmante e lucida ne esplora le varie sfaccettature, presentando con descrizioni puntuali e precise (enfatizzate dalla notevolissima performance di Sabrina Marchetti) le sensazioni provate, le emozioni travolgenti, i pensieri angosciati e le lucidissime considerazioni. Lo spettacolo è un susseguirsi convulso di sentimenti che montano e poi scorrono via: momenti di assoluta assuefazione durante i quali niente ha più valore, né gli affetti, né la razionalità, né la volontà e soprattutto neanche la dignità che si disintegra completamente al cospetto di una slot travolta dall’irrefrenabile impulso di giocare e quindi di reperire in ogni modo il denaro per farlo. Il mostro che abita il corpo del ludopatico divora qualunque cosa (anche i soldi nel salvadanaio dei figli) e spinge ad agire in modo compulsivo e convulso, alimenta una seconda personalità ed identità, senza scampo, senza “metadone” per disintossicarsi. "Ludopazza" è una rappresentazione di grandissima intensità emotiva. La narrazione della protagonista (sempre seduta su un significativo sgabello dal quale non scende neanche per recarsi in bagno), avviene con disarmante sincerità e con un linguaggio assolutamente brutale ed impietoso. Sandra (la protagonista) in un vortice di rabbia, tristezza, e agghiacciante consapevolezza, svela i risvolti più opprimenti di questa “addiction”, coinvolgendo il pubblico nella sua devastata esistenza. "Ludopazza" (non ludopatica) non è solo un accurato resoconto su quanto possa essere distruttiva una delle più attualmente diffuse “dipendenze non da sostanze”, ma è anche e soprattutto un grido di dolore e di rabbia, forse una richiesta di aiuto rispetto ad una condizione che corrode lentamente fuori e dentro, isola, annulla la personalità, trasformando il giocatore in uno schiavo del suo stesso gioco sperimentando quella sensazione (rappresentata in modo assolutamente realistico da Sabrina Marchetti) di potenza che ti fa credere di poter superare la macchina, vincere molto denaro, beffare il destino con la propria abilità ed un pizzico di fortuna. A questo in fondo provvedono anche i tanti riti scaramantici messi in atto (pur sapendo perfettamente che non servono a nulla), le bugie che si raccontano agli altri e a se stessi, la solitudine dovuta al vuoto che si crea intorno, il caffè e le sigarette unici compagni insieme – a volte – ai propri escrementi impossibili da trattenere dopo ore passate davanti alla slot. Spettacolo forte che non lascia indifferenti per la crudezza ed il realismo del racconto. Un monito, un avvertimento, un grande compito che il teatro civile può assolvere.
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NUTRIMENTI TERRESTRI presenta LUDOPAZZA di Davide Marchetti con Sabrina Marchetti Regia di Maurizio Marchetti Aiuto Regia : Adriana Mangano
Loro. Una lei portavoce di loro. Uno…due…tanti sgabelli che si smascherano davanti a un pubblico che non vorrebbe vedere e da cui non vorrebbero essere veduti. Nascosti. Mimetizzati da sgabelli davanti agli occhi di tutti i ciechi di questo stolido mondo arido e irreale. Ma reale. Molto reale. E squallido. Molto squallido. Le loro esperienze. Il loro vissuto. La loro normalità che si sovrappone ad un quotidiano “diverso”: ma quale sia la loro normalità non è dato più di saperlo. Il racconto di una singola voce diviene il sovrapporsi di decine, centinaia, migliaia di voci diverse e sempre uguali, in un caleidoscopio di squallore e solitudine. La comunità di una sala slot fatta di una moltitudine di disperate solitudini, intrisa di fumo, caffeina ed escrementi involontari. Raccontata da una giovane voce femminile la cui vita anziché aprirsi al mondo esterno si chiude in sé stessa, sprofonda in un gorgo che sgretola, inghiotte, travolge tutto: famiglia, amore, amicizia, lavoro. Tutto. Tutto diventa un marciume di menzogne in cui la ludopazza rimane inesorabilmente invischiata, impantanata in una melma in cui è costretta da sé stessa a sprofondare per riuscire a nascondersi. Rabbia ed euforia iniziali si trasformano in confessioni sempre più intime e segrete, sempre più profonde e imbarazzanti. Ma ormai l’imbarazzo non esiste più nella sua mente. È stato irriso dal desiderio di flagellarsi, umiliandosi fino ad annullarsi e scomparire per rinascere slot. Non c’è soluzione. Non c’è scampo. C’è solo il desiderio di raccontarsi. Finalmente sincera. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Cometa Off Via Luca della Robbia, 47 Roma Telefono: 06 5728 4637
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