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Dedicato alla memoria di Molly Rose Russel, la quindicenne inglese suicida per depressione e nefasta influenza dei social, lo spettacolo “Molly” indaga il cosiddetto narcisismo tecnologico, ovvero: la sfrenata ricerca di un “mi piace”.
Il progetto drammaturgico rientra nella ricerca iconografica di Cubo Teatro sul mondo adolescenziale che, prendendo spunto da un fatto di cronaca ed operando un percorso di incontri con giovani delle scuole superiori, vuole mostrare come la dipendenza dai social e dagli algoritmi ad essi collegati, possa indurre le ancora non mature menti degli adolescenti ad un condizionamento esasperato che incide sulla loro esistenza (un esempio ne sono gli Hikikomori) e sul loro futuro. “Molly” è un’opera che colpisce: impossibile rimanere indifferenti assistendo all’escalation della protagonista verso la completa immersione in un mondo virtuale. Una produzione importante, in quanto derivante da una storia vera, proposta con indubbie competenze sociali e tecniche, costruita su un concetto peculiare di spazio, quattro pareti ben contraddistinte su un palco che quasi opprimono per i limiti fisici (la stanza della ragazza) e mentali (l’isolamento dal mondo esterno) che rappresentano. Lo spettacolo, diretto da Girolamo Lucanio, con la bravissima Letizia Russo, si articola in una imponente struttura in grado di coniugare perfetta drammaturgia, inquietante attualità, coinvolgente recitazione, e originale visual design. Ne risulta un’opera particolarissima, dove ogni momento, musica, immagine, appaiono armoniosamente calibrati, a dimostrazione di un affiatato e competente lavoro operato dietro le quinte. Interessante il particolare accorgimento operato dalla regia caratterizzato da telecamere poste sul palcoscenico che rimandano l’interno della cameretta di Molly, dove tutta la vicenda di dipana e si conclude tragicamente. Questa originale accortezza fa si che mentre la giovane ragazza si muove sul palco, la scena viene proiettata sul maxi schermo sullo sfondo, catalizzando l’attenzione degli spettatori che, paradossalmente, si ritrovano a seguire la storia sullo schermo invece di osservare l’attrice sul palco, in una totale assuefazione al virtuale a scapito della realtà. Questa considerazione, unitamente alla riflessione sul disagio giovanile e sul ruolo delle agenzie di socializzazione (dai genitori, alla scuola, dal gruppo dei pari ai social network), attribuiscono allo spettacolo elementi di consapevolezza assolutamente collegati alla contemporaneità ed al condizionamento operato dalla tecnologia su ognuno, senza troppe distinzioni di ceto o età. “Molly” è uno spettacolo di forte impatto: il ritmo del racconto, le musiche accattivanti, la scintillante pubblicità, le accurate descrizioni degli stati d’animo esternate con una dialettica propria degli adolescenti con accelerazioni e silenzi profondi, la poca luce che si alterna al buio totale, gli altalenanti stati d’animo della ragazza, sono la perfetta rappresentazione di una generazione spaesata e fondamentalmente sola, alla quale bisognerebbe offrire certamente aiuto, ma anche ascolto e alternative alla autoreclusione in una stanza.
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Youth Fest 2025: dal 24-29 giugno 2025 Dominio Pubblico presenta la XII Edizione
Il Teatro India torna ad accogliere Dominio Pubblico – Youth Fest 2025, il festival multidisciplinare dedicato alla creatività emergente under 25: TEMPORALE è un invito a fermarsi e lasciarsi attraversare dall’arte – proprio come sotto un temporale estivo – per ritrovare un senso collettivo, umano e generazionale
Lo spettacolo teatrale di apertura del 24/6 è Molly di Cubo Teatro, con invito all' open party e la successiva visione di quest'opera che tocca i temi e le urgenze generazionali della piena adolescenza.
MOLLY Di: Cubo Teatro Con: Letizia Russo Parole e direzione: Girolamo Lucania Colonna sonora originale e sound design: Ivan Bert e Ruben Zambon Visual design: Niccolò Borgia Produzione: Cubo Teatro Progetto grafico: Simone Vona Foto di scena: Tommasina Giuliasi Molly: dalla storia di Molly Russell, riconosciuta come "vittima dei social media"
Molly è il Primo Studio del nuovo lavoro di Cubo: una storia d’amore fra due ragazze identiche che si frequentano solo online, finché, a un certo punto, una delle due scompare. Un mistero sulla generazione social, che prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto. Nel 2017, la quattordicenne britannica Molly Russell, viene trovata senza vita nella sua camera. Nel 2022, in seguito alla perizia, il medico legale dichiara che la responsabilità del suicidio dell’adolescente sia da attribuire ai social network e ai loro algoritmi. Un episodio storico, passato in secondo piano, ma che mette in luce una serie di ombre e riflessioni: il rapporto con i social network, le intelligenze artificiali, le responsabilità legali, la coscienza collettiva. Molly racconta la storia d’amore di una ragazza che non è mai uscita dalla sua stanza. Il suo amore con un’altra ragazza, identica a lei, cresce ogni giorno. Le due adolescenti costruiscono un legame fortissimo, quasi una dipendenza. Si incontrano, e passano ore ed ore insieme. Un giorno però una delle due non si presenta. L’altra attende invano il suo arrivo, finché non decide di fare qualcosa: uscire, e andarla a cercare. Ma scoprirà un’atroce verità. Molly è una storia di specchi e trucchi: quelli con cui ormai siamo costretti a vivere ogni giorno. Diverse versioni di noi, maschere dietro i nostri avatar. E poi ci sono i nostri profili, che ci osservano e ci emulano ogni giorno, ci spingono verso desideri che non credevamo di avere. Miriadi e miriadi di versione emulate della stessa creatura. Un corso storico che ci sta scivolando sotto gli occhi, in cui si intrecciano rapporti umani, il senso della vita dei giovani ragazzi e ragazze, declinato attraverso il rapporto con una nuova generazione di creature aliene: gli algoritmi, generati e creati al solo scopo di produrre profitto. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman, 1 Roma 06 8775 2210
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