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Aristofane, nel panorama del teatro greco antico, rappresenta la voce più graffiante e visionaria della commedia attica. Con un linguaggio irriverente, colto e spesso scandaloso, fu davvero il poeta che seppe unire lo scherno alla critica politica, lo sberleffo all’ideale civico.
Le sue opere, pur immerse nel contesto storico delle guerre del Peloponneso, travalicano il loro tempo per affrontare temi eterni e congruentemente attuali quali la pace, la corruzione, la follia del potere, la fragilità della democrazia. Con Lisistrata (411 a.C.), il drammaturgo consegna idealmente all'intero femmineo la strategica funzione di promulgatore della concordia, sovvertendo i consueti ruoli pubblici della polis. Il pubblico è coinvolto in una risata collettiva irrefrenabile, scoprendo nell'ilarità la necessaria propulsione a veicolare la tensione morale, forse anche ormonale, per accogliere temi profondi come i conflitti bellici, le inquietudini sociali, le pulsioni sessuali, l'amore ed il cambiamento. Nel ruolo di protagonista, Lella Costa personifica l'eroina energica e carismatica. Il personaggio è dipinto come una figura vigorosa, lucida e anticonformista, capace di parlare al presente con autenticità e attualità. L'intero cast in scena si distingue per una brillante padronanza del ritmo esilarante, mantenendo viva l’energia del testo aristofaneo con una recitazione calibrata, fisica e intelligente. Il gioco delle pause, le inflessioni ironiche, i movimenti corali e la spontaneità del gesto rendono la comicità sempre credibile e coinvolgente. Ogni personaggio, con tempi teatrali impeccabili, contribuisce a una coralità attoriale che è insieme scorrevole, incisiva e profondamente godibile. La volitiva mattatrice, propone e promuove convintamente alle compagne di Atene e Sparta uno sciopero del sesso per arginare definitivamente gli eventi militari. Un atto provocatorio, ma d'ampia valenza simbolica, congruo ad evidenziare che il corpo femminile, storicamente escluso dalla sfera politica, potesse diventare strumento di trasformazione civile. Attraverso il paradosso e il comico, lo scrittore propala un messaggio radicale: la tregua è un bene supremo, e il potere delle donne, se ascoltato, può rivelarsi salvifico. La commedia non è solo una satira sociale, ma anche un atto poetico di disarmo e di utopia. La protagonista dell'omonima commedia è un' ateniese forte, arguta e risoluta, che guida un'insolita rivolta pacifista volta a indurre gli uomini a porre fine al conflitto del Peloponneso. Lisistrata, magistralmente interpretata da Lella Costa, incarna un'eroina sagace, irriverente e profondamente politica, icona di razionalità, di mediazione e di coraggio civile grazie ad una energia contagiosa. Ella rappresenta un profilo muliebre poderoso, callido e anticonformista, capace di parlare al presente con autenticità e attualità. Con perspicacia e pertinacia, abile a scardinare le dinamiche di potere tradizionali, ponendo le consorelle al centro della scena pubblica e ridicolizzando l’assurdità della contesa ed il correlato imperante machismo. È una figura sorprendentemente moderna, che inneggia il potenziale femminile ad incidere nel destino della storia. Serena Sinigaglia porta in scena una visione collettiva, dove la coralità diventa simbolo di forza tattica. Lo spettacolo mescola un impianto visivo essenziale, nivei e carmini costumi contemporanei densi di echi classici (Gianluca Sbicca), luci calde ed espressive (Alessandro Verazzi) e coreografie fluide (Alessio Maria Romano), creando un movimento visivo che incarna il potere di un’azione condivisa. Il sarcasmo è potente, mordace, radicato nel testo, ed è mirato sapientemente ad un sentito messaggio di pace tout court.
La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 19 giugno 2025 |
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Lisistrata
Opera di Aristofane Traduzione Nicola Cadoni Regia Serena Sinigaglia Scena | Maria Spazzi Costumi | Gianluca Sbicca Musiche | Filippo Del Corno Direzione del coro | Francesca Della Monica Ernani Maletta Coreografie | Alessio Maria Romano Disegno luci | Alessandro Verazzi Assistente alla regia | Arianna Sorci Assistente scenografo | Paola Grandi Assistente costumista | Marta Solari
Personaggi e interpreti:
LISISTRATA Lella Costa CALONICE Marta Pizzigallo MIRRINE Cristina Parku LAMPITO’ Simone Pietro Causa DRACETE Marco Brinzi FILURGO Francesco Migliaccio STRIMODORO Stefano Orlandi STRATILLIDE Pilar Perez Aspa NICODICE Giorgia Senesi RODIPPE Irene Serini COMMISSARIO Aldo Ottobrino CINESIA Salvatore Alfano DONNA BEOTA Didi Garbaccio Bogin DONNA CORINZIA Beatrice Verzotti AMBASCIATORE SPARTANO Alessandro Lussiana AMBASCIATORE ATENIESE Stefano Carenza PACE Giulia Quacqueri
Accademia d’Arte del Dramma Antico – sezione Giusto Monaco Coro Nipoti, Massaie, Macchiniste, Arcieri Allegra Azzurro, Claudia Bellia, Carla Bongiovanni, Gaia Lerda, Giulia Maroni, Erika Roccaforte, Francesca Totti, Clara Borghesi, Davide Carella, Carlotta Ceci, Federica Clementi, Alessandra Cosentino, Giovanni Costamagna, Christian D’Agostino, Lorenzo Ficara, Ludovica Garofani, Gemma Lapi, Zoe Laudani, Marco Maggio, Carlo Marrubini Bouland, Arianna Martinelli, Carlo Andrea Pecori Donizetti, Beatrice Ronga, Massimiliano Serino, Davide Sgamma, Francesca Sparacino, Stefano Stagno, Giovanni Taddeucci, Siria Veronese Sandre Direttore di scena Giovanni Ragusa Assistente direzione di scena| Giuseppe Orto Assistente alla compagnia Riccardo Rizzo Responsabile allestimenti Marco Branciamore Responsabile sartoria Marcella Salvo Coordinatore audio, luci e video Vincenzo Quadarella Responsabile settore scenografico Carlo Gilé Responsabile trucco e parrucco Aldo Caldarella Responsabile elettricisti di scena Giuseppe Adorno Responsabile acquisti Francesco Bottaro Costumi realizzati da Laboratorio di sartoria INDA Scene realizzate da Laboratorio scenografico INDA
“Lisistrata parla di guerra. O meglio parla di chi non ne può più di subire o fare la guerra – sono le parole di Serena Sinigaglia -. Il paradosso di Aristofane, a distanza di secoli, mi appare tutt’altro che un paradosso: se le donne di tutti i fronti di guerra si unissero sotto la bandiera della pace, negandosi ai mariti o ai propri compagni, non cesserebbero gli scontri armati e le battaglie? Ma Lisistrata parla anche d’amore, un amore laico, potente, felice e giocoso. Questi temi rendono Lisistrata eterna e come tale ho cercato di costruire, con i miei straordinari collaboratori, uno spettacolo che non avesse un tempo definito, giocando a citare l’antico e il contemporaneo continuamente”. I personaggi si muovono, come racconta Maria Spazzi “in una scena dominata da una grande struttura che ricorda un telaio antico da cui partono tantissimi fili”. “La situazione di guerra in cui ci troviamo all’inizio della vicenda è dunque evocata dal groviglio di fili in disordine che ricoprono la scena – aggiunge la scenografa dello spettacolo -. L’azione di pacificazione delle donne è intesa a sbrogliare l’intrico per tessere un “bel mantello per il popolo”, in cui i fili sono metafora di dialogo. L’incontro e il dialogo dunque, come presupposto indispensabile per tessere la pace”. Le musiche di Filippo Del Corno raccontano “sorgenti acustiche differenziate che rappresentano i due opposti eterogenei e apparentemente inconciliabili, chiamati ad incarnare simbolicamente i due universi, femminile e maschile, che si fronteggiano in Lisistrata” mentre i costumi disegnati da Gianluca Sbicca sono degli abiti “passepartout, legati sì a un immaginario ‘antico’ ma allo stesso tempo anche al nostro contemporaneo cercando di avvicinare questa storia di ‘emancipazione femminile’ ai giorni nostri”. Infine, i movimenti di Alessio Maria Romano sono pensati sia per Pace che “chiederà ascolto, tenterà di urlare la fragilità della sua esistenza ma anche dell’esistenza dell’umanità intera; una divinità danzante che si rivelerà nella sua bellezza e forza” sia per il coro e l’intera collettività che abiterà la scena. “Cercheremo di muovere il coro – dice Alessio Maria Romano – specificando come certo mondo danzato può ricordare, da sempre, l’adesione a determinati stereotipi sociali come a bisogni di gioco, sfogo e divertimento ma anche di corteggiamento e seduzione. Cercheremo la nostra danza o meglio il bisogno, al di là del verbo, di urlare al mondo, ai potenti, alle donne e agli uomini tutti la nostra esistenza e il nostro desiderio e sfrenato bisogno di Pace” (fonte: comunicato stampa).


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