La rivalutazione della tristezza
Teatro Gerolamo, dal 22 al 23 maggio 2025

Lo spettacolo che l’inossidabile Elio, assieme all’amico-collega e raffinato pianista Alberto Tafuri, ha portato in anteprima nazionale ieri sera al teatro Gerolamo di Milano – piccolo gioiello di inizio secolo con una lunga ed affascinante storia di spettacoli e frequentazioni – è un sorprendente ironico viaggio alla ricerca della tristezza perduta, alla ricerca di una riabilitazione di un sentimento che troppo spesso viene associato a momenti negativi.

Per realizzarlo la macchina scenica utilizza la musica come interruttore di sentimento così che veniamo edotti di come autori di tutti i tempi, dai Beach Boys a Renato Carosone, dall’accoppiata Brecht e Weill a Rita Pavone e Nino Rota (nel falso esilarante Giornalino di Gian Burrasca), da Gioacchino Rossini allo stesso Elio e le Storie Tese per arrivare financo a Domenico Modugno e a Enzo Iannacci abbiano prodotto brani che della tristezza facevano la vera forza comunicativa.
E per avvalorare la tesi non poteva mancare lo strumento per misurare questa tristezza e controllarne i limiti: il tristometro. Recente invenzione, ancora sconosciuta, di Tafuri, ad essa il compito non solo di verificare il non superamento del pericoloso limite massimo di tristezza ma anche di non andare al di sotto del limite minimo, lo zero, oltre al quale si muore dal ridere. Insomma, uno spettacolo – più che altro esperimento vero e proprio a detta di Elio – che vuole ridare valore ad un sentimento che è parte della vita ed importante quanto il suo opposto, vera e propria manifestazione alla quale è possibile ricondurre qualsiasi altro sentimento, qualsiasi pensiero umano.
Lo spazio scenico è essenziale ma efficace: un pianoforte a coda, un leggio ed un tavolino rotondo su cui appoggiare il flauto traverso magistralmente utilizzato da Elio durante alcune performance lasciano spazio alla divertente potenza della recitazione-dialogo che alterna ironia, profondità e canto senza mai scadere nella retorica. Le luci fisse e senza troppi fronzoli contribuiscono a creare un’atmosfera salottiera e allo stesso tempo suggestiva, amplificando reazioni ed emozioni del pubblico.
Uno spettacolo che cattura fin dal primo momento, con la sua narrazione coinvolgente e che riesce a parlare al cuore e alla mente, lasciando nello spettatore una traccia duratura.
Consigliato a chi cerca teatro di qualità, capace non solo di divertire ma anche di far riflettere.


Questa recensione di riferisce alla rappresentazione dell' 22 maggio 2025.


LA RIVALUTAZIONE DELLA TRISTEZZA

con Elio e Alberto Tafuri al pianoforte

produzione International music & arts

Elio, Alberto Tafuri - suo compagno di strada in molte avventure musicali, da X Factor agli spettacoli degli ultimi anni - e un repertorio speciale, potremmo dire dell’anima o della psiche o dell’inconscio, chissà. A volte gli artisti hanno un’esistenza molto, molto ciclica. Le prove, gli spettacoli, la tourneé. E poi ancora il viaggio, altre prove, nuovi palcoscenici, un pubblico ogni volta diverso ma in fondo sempre lo stesso - il "tuo" - le discussioni, le risate. Ed è così che a volte nasce un’idea: fare qualcosa di "diverso", solo perché si ha proprio voglia di farla. A volte questo “qualcosa” resta un'idea mentre a volte, spontaneamente, si alza e cammina e trova la sua via. Spesso, quando ciò accade è dovuto al caso, a una felice coincidenza. Ed è proprio così che nasce, con e al teatro Gerolamo, questo “La rivalutazione della tristezza”: Elio, accompagnato dal maestro Tafuri al pianoforte, intraprende un viaggio musicale alla riscoperta della tristezza, un sentimento che attraversa la storia dell’arte e di ogni forma di espressione umana – da Catullo a Virginia Wolf, da Munch a Paperino – e che tuttavia oggi viene spesso temuto e rimosso. L’intento è quello di restituire alla tristezza nobiltà e necessità attraverso le parole e le note di alcuni grandi artisti della tradizione musicale italiana e internazionale. 
Ma la tristezza, che dunque in fondo non è male, come le cicerchie e lo zafferano, va presa a piccole dosi e, se si esagera, serve un antidoto. Per questo lo spettacolo contiene anche opportuni inserimenti di canzoni allegre. Insomma, in anteprima per così dire planetaria, nell’antica e rinata sala di piazza Beccaria 8, uno spettacolo inedito: noi siamo convinti che sia uno spettacolo da “ricordare”, specie per chi ne avrà visto qui la nascita.

(fonte comunicato stampa)



Teatro Gerolamo
piazza Cesare Beccaria, 8 – Milano

Orari:
giovedì 22 ore 20.00;
venerdì 23 ore 20.00;

Informazioni e prenotazioni 02.36590120 | 122
www.teatrogerolamo.it




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