Noi Giuda
Roma, Teatro Parioli, dal 15 al 26 maggio 2025

Una nuova prospettiva, molti interrogativi ed un’esperienza immersiva contraddistinguono lo spettacolo “Noi Giuda” che con ironia e rispetto della storia e della fede, introduce gli spettatori al denigrato personaggio di Giuda, proponendo una ricostruzione dei fatti nuova, seppure incardinata nei dogmi religiosi e nella simbologia sottostante.

Lo spettacolo, dedicato al suo autore Angelo Longoni, recentemente scomparso, avvalendosi di un’analisi scrupolosa degli eventi evangelici, scardina, almeno parzialmente, lo stereotipato ruolo di Giuda, da sempre presentato come il traditore di Gesù, proponendone una versione più attenuata, quasi giustificatoria del suo gesto: non la volontà di rinnegare il Maestro, ma parte inconsapevole di un ineludibile disegno divino. Il Giuda che appare sul palco nei panni di un attore, è un uomo stanco della pessima reputazione che da millenni lo contraddistingue e vuole fornire la sua personale versione (o meglio meditazione) sui fatti, addentrandosi, quasi a mo’ di conferenza, nei meandri della storia e suscitando, nell’attento pubblico, interrogativi neanche poi tanto infondati. In una avvincente narrazione, avente come prologo una simpatica “interrogazione del pubblico” sui fatti maggiormente salienti narrati nella Bibbia e nei Vangeli, il novello Giuda ironicamente, ma con forte determinazione, ripercorre alcuni passi epocali dei Libri Sacri alla Chiesa dilettandosi in sensatissime considerazione, peraltro neanche tanto amene, considerando che l’opera "Noi Giuda" si fonda su fatti, documenti e studi controllati, che le conferiscono una visione assolutamente rispettosa della fede.
Massimo Ghini, solo sul palco, riesce con simpatia e affabilità, a stabilire una forte interazione con il pubblico, addentrandosi nella coinvolgente narrazione dei fatti e cercando quasi l’approvazione del pubblico in sala al quale, in un moto collettivo di presa di coscienza, vengono rilanciate responsabilità in un sottile scivolamento nell’attualità.
Bellissime le visioni sullo sfondo del palcoscenico: l’idea innovativa di proiettare sul maxischermo immagini della Terra Santa e  scene di film che si integrano con il monologo è pregevole e denota una forte attenzione ai dettagli, evidenziata anche nella perfetta sinergia con la musica e le luci, tutto assolutamente funzionale per una raffinata sottolineatura dei momenti cruciali della narrazione e per regalare al pubblico in sala un’esperienza multisensoriale.
“Noi Giuda” non è solo uno spettacolo, ma un evento che stimola riflessioni a prescindere dal proprio credo religioso, invitando a porsi quesiti sulla complessità della natura umana e su cosa possa celarsi dietro ciò che viene banalmente etichettato come tradimento. Un esercizio intellettuale stimolate, quasi illuminante sotto alcuni aspetti, revisionismo storico coniugato con dogmi di fede generati dalla rilettura di un controverso personaggio che la secolarità ha condannato, ma che, in fondo, ha intrecciato ineluttabilmente il proprio destino con quello del Salvatore, morendo insieme a lui.

 

Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 14 maggio 2025.

Noi Giuda

Oggi, dopo due millenni, potete scegliere una verità

con Massimo Ghini
scritto e diretto da Angelo Longoni
produzione Teatro Parioli

PROPOSTA PER IL GIUBILEO 2025
Dopo il grandissimo successo della scorsa stagione, torna al Parioli Costanzo Noi Giuda.
Giuda è il prototipo dell’essere abbietto e ambiguo. Ed è ambigua tutta la vicenda che lo lega indissolubilmente a Gesù.
Giuda è l’umano con le sue infinite contraddizioni. Gesù è il divino con la sua perfezione.
Ma narrativamente il tradimento è indispensabile alla morte di Gesù e alla diffusione della parola di Dio. Giuda è quindi anche l’esecutore del disegno divino.
Ma si può eseguire la volontà divina e al contempo essere colpevole? Possiamo davvero considerare Giuda come siamo abituati a fare da secoli?
Oggi Giuda, stanco della reputazione di cui soffre da due millenni, ritorna tra noi per dire la sua. La dice con il linguaggio e gli strumenti dei nostri giorni, in una impossibile e fantasiosa “conferenza”.
Finalmente ci dirà cosa pensa dei famosi trenta denari, della sua iniziale speranza in un Messia liberatore e ci parlerà di un suo Vangelo.
Giuda sa essere ironico, a volte tenero. La tradizionale malvagità attribuitagli non fa per lui. Gli è più congeniale l’indagine da investigatore e la ricerca delle contraddizioni narrative e di un movente credibile per difendere la propria reputazione.
L’ironica assurdità della situazione, si fonda sempre sui fatti, su una visione rispettosa della fede e su una documentazione accuratamente controllata.
Giuda non accetta di essere il simbolo di coloro che hanno crocifisso Gesù, desidera una riabilitazione.
In fondo dovremmo tutti provare simpatia per questo personaggio, disprezzato anche per essersi tolto la vita ed essere morto praticamente insieme a Gesù.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Parioli Costanzo
biglietteria
Via Giosuè Borsi, 20
Roma
TELEFONO 06 5434851
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ORARIO DI APERTURA BIGLIETTERIA
Dal martedì al venerdì 10.30 – 13.30 e 14.30 – 19.00
sabato e domenica 14.30 – 19.00 - lunedì chiuso.

 


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