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Forti emozioni, qualche momento di malinconia, alcune riflessioni e sonore risate. Sono questi gli ingredienti che compongono “Declinazioni d’amore", lo spettacolo che il Teatro Trastevere propone fino all’11 maggio.
Il testo di Franca De Angelis, con la regia di Miranda Angeli, esplora in un’ora e mezzo di spettacolo, le variegate sfumature dell’amore, muovendosi nello spazio e nel tempo, in una dimensione indefinita oscillante tra realtà e congetture, dimensioni parallele nelle quali i sei personaggi si incontrano e si definiscono, dando vita a storie contrapposte, in una continua alternanza tra sincero divertimento e profonde suggestioni emotive. In questa commedia romantica e dramma intimo, i sei attori interpretano ognuno due ruoli agli antipodi, per sviscerare le molteplici sfaccettature dell’amore in una narrazione che non può, ovviamente, proporre tutte le “Declinazioni d’amore”, ma cerca, lanciando input e riflessioni, di far riconoscere lo spettatore, almeno in parte, nelle storie raccontate, per un coinvolgimento che non si limiti alla pura visione, ma riesca a penetrare la superficialità raggiungendo corde maggiormente intime, ed in cui attori e spettatori possano, in qualche sfumatura, riconoscersi. L’affiatato cast composto da Alessandro Pazzaglia, Alessia Filiberti, Andrea Lami, Giulia Sanna, Michele Dirodi, Vittoria Vitiello, riesce a far emergere tutti i contrasti insiti nella narrazione, rappresentando con intensità la profondità dei loro personaggi. Come sottolineato dalla regista, l’intento (ben riuscito) era quello “che nessuno degli interpreti portasse sulla scena due ruoli vicini, o anche solo simili, e così abbiamo cercato di esasperare le differenze”. Tanti contrasti abilmente sottolineati anche dall’uso delle luci (con tagli freddi per il dramma di Luca e Sandra, soffusi per le atmosfere noir di Lili, più caldi e quasi giocosi per le scenette comiche di Ada, Pietro e le loro voci interiori). Non di meno, la musica contribuisce nella creazione dei momenti più cupi, così come a sottolineare le simpatiche battute comiche. Elemento da non sottovalutare è la scelta degli abiti: nell’ottica di scavalcare la dimensione spazio/tempo, i costumi di scena dei personaggi sono caratterizzati da una mescolanza di elementi vintage, ripresi soprattutto dalla moda degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, imprimendo così ai personaggi un alone vagamente retrò che ne distorce la collocazione temporale, inserendoli quasi in quel fluire di dimensioni parallele, tema fortemente pregnante in tutto lo spettacolo. “Declinazioni d’amore” non è solo una riflessione sull’amore e le sue sfumature, ma anche un training teatrale di qualità e sensibilità, in grado di alternare la leggerezza della commedia all’ introspezione del tema della morte: risate che si interrompono quando si vieni colpiti dalla cruda realtà. Alcuni passaggi, forse un po’ ridondanti o, quanto meno sopra le righe, tendono a scalfire leggermente la narrazione, non intaccandone comunque la scorrevolezza ed il forte senso di umanità che propaga.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione dell'8 maggio 2025. |
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Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta Declinazioni d’amore di Franca De Angelis Regia di Miranda Angeli con Alessandro Pazzaglia Alessia Filiberti Andrea Lami Giulia Sanna Michele Dirodi Vittoria Vitiello
Cos’è l’amore? Ci sono persone che si accontentano di cose finite, ma le vogliono perfette. Poi ci sono quelle che si accontentano di cose finite e imperfette. E poi ci sono quelli che inseguono l’infinito. Sandra ha perso l’amore della sua vita e vuole raggiungerlo. Marco vorrebbe amare tutte le donne del mondo e non sa scegliere. Ada vorrebbe qualcuno che l’amasse per sempre. Pietro desidera l’amore ma ne ha troppa paura. Luca sta morendo e vorrebbe che la sua compagna non si spegnesse con lui. Lili è destinata a veder morire tutti quelli che ama. Sei individui inseguono l’amore e cercano risposte attraverso le dimensioni dello spazio e del tempo. Sembrano sei ma sono molti di più e s’incontrano, si sfiorano, si sfuggono e a volte, di rado, si riconoscono. La caratteristica che più ci ha fatto innamorare (!) di Declinazioni d’amore è il suo essere insieme una commedia romantica brillante e un dramma intimo. Per questo, è stato importante costruire uno spettacolo che riuscisse a mescolare e a far emergere in egual misura entrambi questi toni; che, per usare le parole di una maestra di teatro e cinema, Phoebe Waller-Bridge, vi faccia ridere a crepapelle per poi colpirvi in piena faccia quando meno ve lo aspettate. Così gli interpreti, ognuno dei quali veste i panni di due personaggi, spesso volontariamente agli opposti, hanno scavato in profondità per far brillare il tono della commedia e, allo stesso tempo, rendere il dramma vero e umano. Anche l’uso delle luci (con tagli freddi e ansiogeni per il terribile dramma di Luca e Sandra; soffusi e avvolgenti per le atmosfere noir di Lili; caldi e frizzanti per quelle comiche di Ada, Pietro e le loro voci interiori) è una parte essenziale di questo processo, così come la musica. Il tutto sarà sempre avvolto da un’atmosfera retrò, un po’ jazz. In fondo, uno dei nuclei principali del testo è l’ipotesi che esistano più dimensioni parallele, dove il tempo scorre diversamente, e attraverso le quali il passato, il presente e il futuro si intrecciano e confondono. Anche per questo, i costumi di scena dei personaggi sono caratterizzati da una mescolanza di elementi moderni, ripresi soprattutto dalla moda degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, per cui i personaggi danno l’impressione di venire da momenti diversi, da mondi diversi, che tuttavia si sono finalmente incontrati. (Fonte: comunicato stampa)

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