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"Talking Heads: 77" è il titolo d’esordio dei Talking Heads, un disco indimenticabile, esplosivo, energico e rivoluzionario, capace di trasformare radicalmente il panorama musicale della fine degli anni ‘70.
All’insegna di scelte musicali di minimalismo nevrotico e di testi surreali, ironici e frammentati, "77" è un vero e proprio viaggio nell’alienazione sociale, nell'angoscia newyorkese e in un senso di emotività incompiuta. Uscito per Sire Records, in seguito acquisita da Warner Bros Records, il disco esprime un post-punk ballabile ante litteram e propone un deciso capovolgimento delle convenzioni più tipiche del rock: al posto del senso di catarsi attraverso la musica, domina la ricerca di una tensione intellettuale, il suono è contraddistinto dalle percussioni funky anziché dalla presenza di chitarre astratte e la voce dello scozzese David Byrne è presente come un costante pungolo ansioso e inquieto. L'album è una pietra miliare della storia della musica, celebrata nel 2024 dalla Rhino, che ha scelto di pubblicarne una nuova edizione deluxe estesa e rimasterizzata. Undici tracce per 38 minuti che includono "Psycho Killer", sicuramente il successo più celebre della band: il pezzo è straniante, basti pensare alle improvvise inserzioni in francese, pieno di suspense e tensione anche grazie al basso ipnotico di Tina Weymouth e alla batteria inquietante di Chris Frantz. Magistrale l’interpretazione di Byrne, con un canto monologante e spezzato. Il solista qui è l’anti-divo per eccellenza: il suo è un flusso di coscienza paranoico e ansioso, tutto fragilità e alienazione. Come non citare l’apertura del disco, "Uh-Oh, Love Comes to Town", un testo manifesto irriverente, ironico e disarmante in cui l’amore viene dipinto come un’invasione caotica, intrusiva e destabilizzante. Da segnalare anche "No Compassion": un brano scarno, cinico e duro dai ritmi ossessivi e spigolosi, disturbanti e disagevoli che smaschera una società vuota e indifferente, tutta fondata sull’illusorietà del successo, su bisogni materiali consumisti e non necessari e sulla totale mancanza di empatia. La riflessione sulla contemporaneità compare anche in "Don’t Worry About the Government": i comfort della vita moderna, l’ordinarietà dei suoi ritmi e il conformismo della dimensione urbana sono al centro di un testo politico e critico, contaddistinto da ritmi circolari, in loop, da una musica luminosa ma inquieta. 77 è una prima prova irriverente, ancora acerba ma destinata a lasciare tracce indelebili e profonde nel triennio successivo della band: è un lavoro inusuale e inquieto che ancora oggi ha una sua forza innovativa e merita sicuramente l’ascolto.
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Formazione: David Byrne (Voce, Chitarra) Jerry Harrison (Chitarra, Tastiere, Voce) Tina Weymouth (Basso) Chris Frantz (Batteria)
Anno: 1977 Record Label: Sire Records Genere: post punk, new wave
Tracklist:
1. Uh-Oh, Love Comes to Town 2. New Feeling 3. Tentative Decisions 4. Happy Day 5. Who Is It? 6. No Compassion 7. The Book I Read 8. Don't Worry About the Government 9. First Week/Last Week ... Carefree 10. Psycho Killer 11. Pulled Up

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