Home Recensioni Masterpiece Lucio Battisti - Il mio canto libero

Lucio Battisti
Il mio canto libero

Il mio canto libero è certamente uno degli album cult di Battisti. Nonostante sia uscito più di cinquant’anni fa, nel novembre del ‘72, è ancora uno dei più apprezzati e soprattutto più riconducibili a lui, grazie a brani intramontabili, come "Il mio canto libero" e "Vento nel vento", che hanno fatto la storia del cantautorato italiano.
Questi è all’apice del successo cavalcato con Mogol, suo paroliere fino al 1980. È proprio la penna di quest’ultimo a dare una certa direzione a questa raccolta, che possiamo interpretare come un viaggio emotivo del cantautore, dopo la rottura con la moglie e alla riscoperta di un neonato amore.

Le otto tracce si suddividono, perciò, in canzoni d’amore molto autobiografiche, e pezzi provocatori e di grande critica sociale.

"Luci dell’est", "Vento nel vento", "Io vorrei.. non vorrei.. ma se vuoi" e "Il mio canto libero" fanno parte del primo gruppo. Ad eccezione di "Luci dell’est", il cui fulcro è la nostalgia di una relazione con una donna slava, gli altri sono tutti componimenti tra loro legati. Si tratta di un excursus emotivo e relazionale nella vita di Mogol, in cui il protagonista si slega dalla relazione con la ex moglie e ne intraprende una nuova, con le ansie e le paure che concernono un nuovo inizio dopo una fine molto dolorosa.

In particolare, ascoltando "Vento nel vento", tramite il crescendo degli archi sembra quasi di sentire la primavera che sboccia ancora una volta, come la nascita di un nuovo amore.

"Io vorrei.. non vorrei.. ma se vuoi" racconta, invece, il contrasto vissuto nel mondo interiore del paroliere; è il segno di un sentimento che da "Vento nel vento" sta già maturando.

Questa nuova speranza viene canalizzata tutta nel componimento che dà il nome all’LP: "Il mio canto libero". Le immagini riferite non sono altro che le immense opportunità che l’autore sente e vede di fronte a sé, descrivendo un nuovo capitolo della sua vita lontano dai “fantasmi del passato”. L’autore si adopera in maniera eccelsa nella stesura di questo pezzo intramontabile: nel momento di spannung emotivo sorprende un’incalzante tromba che suggella il sentimento. Questo brano è inconfondibilmente firmato Battisti-Mogol in ogni sua caratteristica.

Per quanto riguarda la critica sociale, in questa raccolta sia "Luci-ah" che "Gente per bene e gente per male" possono essere considerate uno specchio della società italiana a cavallo tra gli anni ‘60 e i ‘70. Entrambi i brani riportano istanze politiche e sociali molto calde: le rivendicazioni femministe, la lotta di classe, la necessità di un’intera generazione di scardinare l’ordine precostituito. Tutto ciò accade con dei motivi quasi frivoli, quasi a compensare l’importanza dei temi trattati attraverso un’onda di musica leggera.

Ci si ritrova così con due pezzi criptici, quali "L’aquila", ma soprattutto "Confusione".

Nel primo, grazie ad una percussione sulla cassa della chitarra che rende tutto più profondo, ci si avventura nel percorso esistenziale di ognuno di noi: la ricerca dell’essenza della vita stessa.

In "Confusione" l’artista abbandona la matrice pop e si lascia trascinare in un esperimento elettronico con la chitarra. Ma ciò che incuriosisce di più qui è l’utilizzo incalzante delle percussioni. Il carattere così pungente del suono è saldamente legato ad un uso sapiente di allitterazioni e anafore che rendono il contenuto ancora più enigmatico per chi ascolta.

Ogni dettaglio ben curato di tutto il vinile, comprese le fotografie utilizzate come copertine, sono la perfetta rappresentazione di ciò che questo duo ha rappresentato nel panorama musicale italiano del tempo. I cambiamenti che l’Italia vive e, in qualche modo, subisce, sono ineccepibilmente catturati dalla sensibilità artistica di due grandi personalità senza tempo.





Lucio Battisti – voce, chitarra, pianoforte, mandolino, lap steel guitar, chitarra hawaiana, güiro
Gianni Dall'Aglio – batteria
Tony Cicco – batteria in Vento nel vento
Guido Guglielminetti – basso
Bruno Longhi – basso in Gente per bene e gente per male
Ángel Salvador (bassista spagnolo del gruppo I Ribelli, accreditato in copertina come Angelo) – basso in La luce dell'est
Massimo Luca – chitarra
Mario Lavezzi – chitarra, timpani
Gian Piero Reverberi – tamburello, pianoforte, organo Hammond, sintetizzatore in Gente per bene e gente per male
Alberto Radius – chitarra elettrica in Confusione
Reginaldo Ettore – campane sarde
Gabriele Lorenzi – organo Hammond, sintetizzatore in Vento nel vento
Vince Tempera (non accreditato) – pianoforte in Luci - ah
Barbara Michelin e Babelle Douglas: (non accreditate) - Voci in Gente per bene e gente per male
Vanda Radicchi (non accreditata) - voce in Il mio canto libero
Pier Luigi Mucciolo – tromba
Johnny Capriuolo - trombone

Anno: 1972 
Record Label: Numero Uno
Genere: cantautorato Italiano, pop, musica leggera


Tracklist:
01. Luce dell'est
02. Luci-ah
03. L'aquila
04. Vento nel vento
05. Confusione
06. Io vorrei...non vorrei...ma se vuoi
07. Gente per bene e gente per male
08. Il mio canto libero

 


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