Home Recensioni Masterpiece King Crimson - Lizard - Elemental Mixes

King Crimson
Lizard
Elemental Mixes

Il terzo album in studio dei King Crimson subisce oggi una curiosa trasformazione per mano di David Singleton, produttore e discografico inglese, ma anche ingegnere del suono, direttore di etichetta discografica e musicista, da ultimo produttore e socio in affari di Robert Fripp.

Pubblicato nel dicembre del 1970 dalla Island nel Regno Unito (e un mese dopo dalla Atlantic negli Stati Uniti e in Canada) è il secondo album dei Crimson registrato da formazioni mai esibitisi dal vivo ed è l'ultimo che vede la partecipazione di Gordon Haskell (aveva cantato in un pezzo dell'album precedente e qui compare per la prima volta anche in qualità di bassista): l'artista abbandonerà il progetto poco dopo le registrazioni, trovando difficile entrare in sintonia con il materiale dei Crimson, da appassionato di soul e musica Motown quale era. «24 ore di ascolto di stronzate salutate come "arte"», asserirà caustico, parlando in seguito dell'album. «Alla fine di "Indoor Games" sono scoppiato a ridere. Lo si sente nell'album. Pensavano fosse davvero emozionante, cioè che avessi capito il testo e la mia parte, ma la verità è che era una canzone schifosa, il testo era ridicolo e il mio canto era atroce, quindi sono scoppiato a ridere. E loro pensavano che fosse meravigliosa!»
Non risparmierà anche aspre critiche nei confronti di Fripp, che accuserà di «averci bullizzato tutti», asseritamente spingendo McCulloch alle lacrime.
Dal canto suo, per altre ragioni, Robert Fripp liquida «inascoltabile» la fatica discografica, rivedendo in seguito la sua posizione con commenti via via più attenutati («album quasi senza gioia» e «molto strano»); in seguito, ascoltando il mix di Steven Wilson in occasione del 40° anniversario, giungerà alla conclusione di avere «per la prima volta ascoltato la musica nella musica».
Dichiarazioni di Haskell e Fripp a parte, l'album è valido ma lontano, qualitativamente parlando, da due capolavori assoluti come "
In The Court Of The Crimson King" e "In The Wake Of Poseidon" dai quali prende musicalmente le distanze in maniera marcata (per non parlare della voce di Haskell, non paragonabile a quella celestiale di Greg Lake). Presenta un sound equamente diviso tra vaghe influenze jazz e una vocazione maggiormente sperimentale, alternando epicità, cacofonia e soffice delicatezza con una singolare attitudine. In tal senso, può essere definito quale coraggioso esperimento, proponendo un ardito ibrido tra rock, jazz, indirizzi inconsueti e spunti classici di stampo quasi barocco. In un tale complesso contesto, ben rappresentato da Happy Family“, brano connotato da un coacervo di effetti, interruzioni e asincronie ritmiche, "Indoor Games", dal vago sapore jazz, si inseriscono quasi in punta di piedi la soave delicatezza di "Lady of the Dancing Water" e la malinconica follia di “Cirkus“. Discorso a parte merita la suite “Lizard“ che si propone il malcelato lo scopo di viaggiare in bilico tra magniloquente epicità ed estatica illusione ma che, invece, presenta alcuni passaggi non sempre messi a fuoco, talvolta finanche dispersivi.
Venendo ai giorni nostri, l'approccio di Singleton all'album è trasversale sotto ogni aspetto, anche da un punto di vista squisitamente concettuale: "Lizard", infatti, una tempo suite di lunga durata suddivisa in 4 movimenti e spalmata sull'intero lato b, è oggi un brano autonomo, così come tutti i suoi originali movimenti, circostanza che comporta la presenza di 5 pezzi indipendenti, tra loro separati da soluzioni di continuità. Resiste agli interventi di Singleton, invece, "The Battle Of Glass Tears", suite nella suite, tuttora divisa in tre parti come allora ("Dawn Song", "Last Skirmish" e "Prince Rupert's Lament").
Nella side 1, invece, basso, batteria e Mellotron sembrano sacrificati ad una più elevata causa globale che privilegia il suono corale, sublimato da un'organica pulizia di tutti gli strumenti, con la voce in grado di primeggiare in termini piuttosto suadenti. 
Siamo veramente molto lontani da quanto concretizzato, pur in termini eccellenti, dal citato Steven Wilson: in tal senso, questo non è un remix, ma un modo completamente nuovo di rileggere la musica, grazie al quale l'album - che nel tempo non ha purtroppo resistito al trascorrere degli anni, suonando fin troppo datato - acquista oggi in attualità e freschezza.
«Quando stavo lavorando al nuovo mix», ha commentato il produttore, «l'ho descritto scherzosamente come "Lizard per chi non ama Lizard.
Al riguardo, si può certamente affermare che il modus operandi adottato intervenendo su questo album ricalca in misura esasperata quanto fatto di recente da Peter Gabriel con "i/o", sua ultima fatica discografica.
La rivisitazione, infine, interessa anche la copertina, che presenta un collage di elementi presenti tanto nella cover, quanto nella back cover della prima edizione, pur non stravolgendo l'artwork così come all'epoca concepito.
Per le ragioni sopra esposte, anche rimanendo in linea con quanto asserito dallo stesso Singleton («Lizard per chi non ama Lizard») questa stravagante rilettura può rappresentare un'ottima occasione per coloro, tra gli appassionati del Re Cremisi, che non hanno mai apprezzato a fondo "Lizard". A chi dovesse avvicinarsi per la prima volta alla band, invece, è opportuno consigliare un ragionato approccio partendo dall'inizio, cioè ascoltando i citati "In The Court Of The Crimson King" e "In The Wake Of Poseidon", possibilmente recuperando anche "McDonald and Giles", ritenuto altrettanto prezioso per chiunque si dichiari appassionato della seminale band inglese.





Robert Fripp – electric guitar, acoustic guitar, Mellotron, Hohner Pianet, Hammond organ, VCS3, devices, production
Mel Collins – saxophone, flute
Gordon Haskell – bass guitar, vocals
Andy McCulloch – drums
Peter Sinfield – lyrics, VCS3, sleeve conception, production
Additional musicians
Keith Tippett – acoustic and electric pianos
Robin Miller – oboe, English horn
Mark Charig – cornet
Nick Evans – trombone
Jon Anderson – vocals on "Prince Rupert Awakes"

Anno: 1970/2025
Label: Island/Panegyric
Genere: Prog

Tracklist:
A1 "Cirkus" - including "Entry Of The Chameleons"
A2 "Indoor Games"
A3 "Happy Family"
A4 "Lady Of The Dancing Water"
B1 "Lizard"
B2 "Prince Rupert Awakes"
B3 "Bolero - The Peacock's Tale"
B4 "The Battle Of Glass Tears" including "Dawn Song", "Last Skirmish", "Prince Rupert's Lament"
B5 "Big Top"

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