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Il loro chitarrista Dick Taylor fu, unitamente a Keith Richards e a Mick Jagger, tra i fondatori dei Little Boy Blue and the Blue Boys, band che mutò in The Rolling Stones previo coinvolgimento di Brian Jones. Lasciati questi ultimi, fondò i Pretty Things grazie all'incontro con Phil May e il successivo coinvolgimento di Brian Pendleton come secondo chitarrista, John Stax al basso e, dopo alcuni avvicendamenti, Viv Prince alla batteria. Circa l'importanza e l'influenza esercitate da questo gruppo, basti dire che il loro quarto album, "S.F. Sorrow" (1968), è unanimemente collocato tra le prime opere rock mai pubblicate, e che David Bowie, nell'album "Pin Ups" (1973), interpretò due pezzi a loro firma ("Don't Bring Me Down" e "Rosalyn"), unitamente a classici di Pink Floyd, The Who, The Kinks, The Yardbirds, The Mojos, The Easybeats, The Merseys. Questa edizione limitata, pubblicata dalla label inglese Madfish (di cui abbiamo appena recensito "The Shows Of Ours…Live", avvincente cofanetto dei Caravan), non può qualificarsi quale semplice ristampa, presentando, oltre al loro primo, seminale album omonimo (di cui ricorre quest'anno il 60° anniversario), anche un preziosissimo secondo vinile interamente dal vivo, registrato una quindicina di anni fa al The 100 Club di Londra. Tralasciando l'album di allora, i cui contenuti sono ampiamente conosciuti ed apprezzati da decenni (dei quali, in ogni caso, poco più avanti si farà cenno), è il caso di trattare la prestazione dal vivo: registrata da una versione rinnovata del gruppo - sublimata dalla presenza dei fondatori Phil May e Dick Taylor - la performance era stata già pubblicata nel 2014 in un'edizione singola limitata oggi piuttosto rara (nel momento in cui si scrive, su Discogs ne sono in vendita due copie: la versione normale, alla cifra di 145 euro circa; un esemplare test pressing, che sfiora i 200 euro). Alla Madfish, quindi, va riconosciuto sia il merito di aver accorpato due titoli in uno, in una elegante confezione che, riportando fedelmente la copertina originale del 1965, presenta due vinili (uno di colore giallo, l'altro rosso), sia di aver commercializzato un live che, per quotazioni di mercato, è ormai diventato proibitivo per molti appassionati. Tipizzato da una tracklist identica all'album del tempo, "Live At The 100 Club" mostra una band in piena forma, forte dello stesso energico senso di ribellione di allora e mosso da una spinta motivazionale del tutto intatta, se non addirittura rinnovata. Quanto all'album in studio, è il caso di rimarcare che lo stesso regge il confronto con almeno i primi due album degli Stones. Se è vero che, quando Phil Collins divenne il cantante dei Genesis, alcuni sentenziarono, non a torto, "canta alla Gabriel meglio di Gabriel", 10 anni prima i Pretty Things suonavano Stones meglio degli Stones: stesso suono seminale ma cover rhythm and blues eseguite con maggiore competenza dei colleghi (ascoltare, per credere, le scialbe versioni di "Can I Get a Witness" e "Walking the Dog", tratte dall'album "The Rolling Stones" del 1964), ma anche, e soprattutto, brani originali di grande qualità, totalmente assenti nell'album di Jagger e Richard, ad eccezione del solo "Tell Me (You're Coming Back)", un brano, comunque, ben al di sotto della qualità compositiva palesata dai Pretty Things in piccole gemme come "Honey I Need" e "Cry To Me" (rispettivamente numeri 13 e 28 nella top 40 inglese), oltre, ovviamente, alle citate "Rosalyn" e "Don't Bring Me Down". |
Phil May - voce Anno: 2025 The Pretty Things A 1. Roadrunner [3:12] 2. Judgement Day [2:46] 3. 13 Chester Street [2:22] 4. Big City [2:01] 5. Unknown Blues [3:48] 6. Mama, Keep Your Big Mouth Shut [3:03] B 1. Honey, I Need [1:59] 2. Oh Baby Doll [3:01] 3. She's Fine She's Mine [4:24] 4. Don't Lie To Me [3:53] 5. The Moon Is Rising [2:33] 6. Pretty Thing [1:38] Live At The 100 Club C 1. Roadrunner [3:19] 2. Judgement Day [2:37] 3. 13 Chester Street [3:07] 4. Big City [2:34] 5. Unknown Blues [4:30] 6. Mama, Keep Your Big Mouth Shut [3:01] D 1. Honey, I Need [2:17] 2. Oh Baby Doll [3:04] 3. She's Fine She's Mine [5:20] 4. Don't Lie To Me [4:15] 5. The Moon Is Rising [3:49] 6. Pretty Thing [2:49]
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