Home Recensioni Masterpiece 松居 和 – 愛の黙示録 - Kazu Matsui – Time no Longer

松居 和 – 愛の黙示録
Kazu Matsui – Time no Longer

Il mercato discografico giapponese ha prodotto nel tempo opere davvero sorprendenti, purtroppo scarsamente conosciute in Europa e, più in generale, nel restante mondo occidentale.
E' il caso del disco d'esordio del flautista Kazu Matsui, "Time No Longer", una perla raffinata che ha il pregio di offrire una gamma sonora fruibile ed estremamente ampia, anche grazie al coinvolgimento di un cast eterogeneo (e stellare) di stampo internazionale (da Alphonso Johnson Vinnie Colaiuta, passando, tra i tanti, per Lee RitenourRobben Ford).
Difficile incasellare questo disc
o in un genere specifico: "Overture (Rainy Moon)" e "Goblin Hunt", ad esempio, sono espressione di un rock molto elegante, generalmente a vocazione strumentale, vagamente influenzato da una fusion raffinata, altrove impreziosito da interessanti squarci AOR ("Bonfire (Centerdance)") o etnici ("The Desert"), grazie all'uso del bamboo flute, strumento comunque sempre presente in tutti i brani giacché suonato dal leader del progetto.
"Sunset And The Mistrel" e "Father On (Song From The Prison)" penetrano la compagine dell'easy listening proponendo un pop estremamente suadente, "Time No Longer" è uno strumentale di stampo liquido e dilatato, mentre ascoltando "Voices From The Dark" si percepisce l'ascendenza dei Toto più graffianti e seminali: non a caso, vi suonano Jeff Porcaro Steve Lukather (il secondo è autore di un assolo strepitoso che, da solo, merita l'acquisto dell'intero disco), mentre la voce potente è di Carl Anderson (il Giuda Iscariota di Jesus Christ Superstar).
Come se non bastasse, "Dwarfs' Workshop" è un breve intermezzo sperimentale che pare richiamare un certo prog criptico vagamente crimsoniano, pur di stampo giullaresco.
Va inoltre segnalata la splendida copertina dell'opera: il richiamo all'arte grafica tradizionale del Sol Levante appare forse poco pertinente, considerando quanto espresso nell'album a livello sonoro, ma le suggestioni immaginifiche ivi espresse non possono certamente essere ignorate.
Successivamente, l'artista pubblicherà l'ottimo "The Direction-West", tra fusion, rhythm and blues e easy listening, per poi dare vita al The Kazu Matsui Project, il cui primo capitolo, "Is That The Way To Your Heart
", si qualificherà quale espressione di un pop/soul di stampo black, molto vicino, per intenderci, al George Benson più commerciale e maggiormente proteso ai facili guadagni da classifica.



Bamboo Flute – Kazu Matsui
Bass – Abraham Laboriel, Alphonso Johnson
Drums – Jeff Pocaro, John Ferraro, Vinnie Colaiuta
Electric Piano – Terry Trotter
Guitar – Lee Ritenour, Paul Jackson Jr., Robben Ford, Steve Lukather
Percussion – Alex Acuña, Steve Forman
Piano – Russell Ferrante, Victor Feldman 
Synthesizer – Brian Mann
Vocals – Carl Anderson, Grant Gullickson

Anno: 1981
Label: Baystate
Genere: Fusion, prog, AOR, pop, easy listening, ethnic

Tracklist:
序曲(雨月)= Overture (Rainy Moon) 4:57
吟遊詩人 = Sunset And The Mistrel 3:54
暗黒からの声 = Voices From The Dark 5:24
ドウォーフの仕事場 = Dwarfs' Workshop 0:51
小鬼狩り = Goblin Hunt 4:20
囚人の歌 = Father On (Song From The Prison) 6:32
かがり火 = Bonfire (Centerdance) 5:12
砂漠 = The Desert 5:14
愛の黙示録 = Time No Longer (The Great Time - Giant Wakes Up) 4:34



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