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Roma, 25 Luglio 2026 - Roma Summer Fest - Auditorium Ennio Morricone
Serata di maiuscolo jazz/soul alla Cavea con il grande Gregory Porter, stella ormai da moltissimi anni del panorama jazz/soul più popolare. Il crooner di Sacramento si presenta come sempre impeccabile, doppiopetto bianco elegantissimo e sguardo a metà tra il sornione ed il soddisfatto, preceduto dalla sua band che introduce "Holding On". Gregory Porter dimostra che negli anni ha maturato una maggior consapevolezza delle proprie innegabili qualità tecniche ed interpretative, lasciandosi però trasportare maggiormente dal flow e dal calore del pubblico, e la serata alla Cavea l'ha dimostrato pienamente.

Rispetto alla sua compostezza che l'aveva caratterizzato negli anni passati, ora ama maggiormente farsi trasportare, essere più istrionico, sanguigno e interagire col pubblico. Con il suo quintetto ci accompagna nel suo mondo, spaziando tra i vari dischi della sua carriera: tra Liquid Spirit ("Hey Laura", "Liquid Spirit" e "Musical Genocide"), passando per Take Me to the Alley, Be Good ("On My Way to Harlem") e All Rise ("Holding On", "Concorde"). Da momenti romantici come nella tenue "Holding On", ove il cantato è suadente e a tratti struggente, il gruppo vira in versanti più graffianti in "On My Way to Harlem", estratta da Be Good, con un ritmo più incalzante e battente, un'interpretazione più sanguigna e gospel.

Emerge molto bene il lavoro sia da solista che di accompagnatore di Scooter Brown al sax, che ha un suono molto squillante e caratterizzato che dà un tocco molto hard bop. Qui il brano si dipana moltissimo in un movimento corale di incastri solistici tra sax, organo e piano. Porter, inoltre, sfoggia un notevole uso dello scat a cui più volte nel live fa ricorso, come in "In Fashion", nel rapido susseguirsi del refrain vocale di "Free"o anche in brevi momenti improvvisativi vocali per alzare il ritmo e la tensione sonora. Altri momenti davvero di spessore sono state le esecuzioni di "Take Me to the Alley": qui ad una prima parte in cui l'incedere morbido tra i tamburi di Emanuel Harrold e il contrabbasso si innesta l'interpretazione del cantante, per poi espandersi in un notevole passaggio di interventi del sax di Scooter Brown ed il brillante ed evocativo piano di Chip Crawford. Una menzione particolare va al bassista Jahmal Nichols, che svolge un lavoro davvero egregio nella parte ritmica ed in particolare negli interventi di contrabbasso; un esempio su tutti, l'introduzione pregevole di "Musical Genocide" ove dimostra mestiere ed una tecnica sopraffina per poi aprire il varco ritmico a tutto il quintetto in una esplosione corale, prima di procedere verso il brano vero e proprio.

La tensione e pienezza del live è anche questa: Porter è sicuramente la stella ma non è affatto un solista accentratore, ama che la sua band dia il meglio di sè, concedendo molti ed ampi momenti. C'è spazio anche per un finale emozionante, con il rientro sul palco della band per regalare una splendida e tenue versione di "It's Probably Me" d Sting, sigillando la serata con grande classe. Porter si allontana lentamente dal palco, mentre la band improvvisa, giocando col pubblico un botta e risposta vocale (Why can't you see - Love). È stato un vero peccato vedere l'Auditorium così vuoto. Una situazione causata in gran parte dai prezzi decisamente troppo alti che, per un genere di nicchia seppur raffinato, hanno finito per scoraggiare gran parte del pubblico. Ciò che resta difficile da comprendere è perché, a fronte di vendite così basse, non si sia scelto di applicare delle scontistiche per invogliare un maggior numero di partecipanti. Un artista internazionale di questa caratura meritava un altro tipo di accoglienza.

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Gregory Porter: voce Chip Crawford: piano Jahmal Nichols: basso, contrabbasso Emanuel Harrold: batteria Scooter Brown: sax Ondřej Pivec: Hammond
Data: 25/07/2026 Luogo: Roma - Auditorium Ennio Morricone Genere: Jazz/Soul
Setlist: Holding On On My Way to Harlem In fashion Concorde Take Me to the Alley Liquid Spirit Hey Laura Mister Holland Musical Genocide Free
Encore: It's Probably Me
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