Home Recensioni Live Europe - Roma, Auditorium, 7 Luglio 2026

Europe
Roma, Auditorium, 7 Luglio 2026

Il concerto romano del 7 luglio ha confermato gli Europe quale realtà considerevole dell'hard rock melodico internazionale.

Una tracklist piuttosto bilanciata tra nuovo repertorio e classici del passato ha dimostrato che la band non segna il passo richiamando il blasone di un tempo, ma sa anche guardare al futuro con doverosa dose di coraggio, pur sapientemente dosata: dagli album del nuovo millennio, la stessa ha infatti estratto 6 brani, un quantum non ragguardevole ma certamente dignitoso, considerato che, in totale, i brani eseguiti sono stati 18. 
Più nel dettaglio, da "Walk the Earth" del 2017 e "War of Kings" di due anni prima i nostri hanno attinto con i titoli omonimi, mentre due sono state le testimonianze per ciascuno degli album "Last Look at Eden" del 2009 ("Prelude" e il brano che intitola l'album) e "Come This Madness", ultima e dodicesima fatica discografica ("One on One" e "The Cult of Ignorance"). 
Troppi i classici del passato impossibile da tralasciare, sebbene il gruppo abbia stupito non poco celebrando maggiormente
"Out Of This World", estrapolandone "Sign of the Times", "Open Your Heart", "More Than Meets the Eye", "Ready or Not", "Superstitious": 5 brani sono rilevanti, se si considera l'assenza di John Norum in quell'album. A seguire, il celebrato "The Final Countdown", rappresentato da "Rock The Night", "Carrie", "Cherokee" e, ovviamente, il singolo più conosciuto della band; più in basso, "Wings Of Tomorrow", con 2 pezzi soltanto ("Scream of Anger", "Stormwind"); non contenuto in alcun 33 giri degli svedesi, apparso unicamente come b-side"On Broken Wings", ha completato una tracklist interessante e non del tutto scontata, nel bene e nel male: ad esempio, la durata non certo estesa del concerto (poco più di un'ora e 40 minuti), si qualifica quale aggravante con riguardo all'assenza di testimonianze dagli album "Bag Of Bones" del 2012, "Secret Society" del 2006, "Europe" del 1983 e "Prisoner Of Paradise" del 1991 (in particolare, ha pesato l'assenza della graffiante "Girl from Lebanon", tratta da quest'ultimo, un appuntamento piuttosto ricorrente nel repertorio live di Tempest e soci).
Quanto alle prestazioni individuali, il citato singer merita certamente un plauso, confermandosi grande professionista, performando in modo eccellente il repertorio storico, sfoggiando un'estensione ancora invidiabile. Nelle rare occasioni in cui la sua ugola non ha potuto eguagliare i fasti di quella passata, egli ha evitato di strafare, percorrendo tonalità sicure previa adozione di un modus operandi rassicurante e/o cauto, scalando al ribasso le ottave con scaltra maestria.  
La qualità audio, infine, non è stata delle migliori, quantomeno a detta di chi era collocato nel parterre, come chi scrive: il suono complessivo è apparso caotico, la tastiera totalmente in secondo piano e la batteria tutt'altro che nitida, elementi che non consentono di qualificare in termini eccellenti il concerto sul piano squisitamente tecnico, pur in un generale contesto di soddisfazione in ordine alle doti esecutive dei musicisti coinvolti.







Joey Tempest – voce, chitarra
John Norum – chitarra
Mic Michaeli – tastiere
John Levén – basso
Ian Haugland – batteria

tracklist
On Broken Wings
Rock the Night
Walk the Earth
Scream of Anger
Sign of the Times
One on One
The Cult of Ignorance
Carrie
War of Kings
Stormwind
Open Your Heart (with acoustic improvisation praising Rome city)
More Than Meets the Eye
Prelude
Last Look at Eden
Ready or Not
Superstitious (featuring Bob Marley's "No Woman, No Cry")
encore
Cherokee
The Final Countdown

Gli Europe sono un gruppo musicale hard rock formatosi in Svezia nel 1979. Tra i massimi esponenti storici dell'hard rock melodico, gli Europe agli esordi varcarono i confini e ottennero il successo del grande pubblico nel 1984 con il secondo album "Wings of Tomorrow" e raggiunsero il picco della notorietà a livello mondiale nel 1986 con "The Final Countdown". Dopo la provvisoria pausa che seguì la fine del tour di "Prisoners in Paradise" nel 1992, la band si riunì a tutti gli effetti nel 2003, dando il via alla seconda fase della propria carriera, incidendo da allora sei album di inediti ed effettuando moltissimi concerti in ogni parte del mondo. Ancora oggi la band guidata dalla voce di Joey Tempest e dalla chitarra di John Norum rimane una delle band preferite dai fan affezionati al rock degli anni Ottanta (fonte: comunicato stampa).

 

 


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