|
La Carmen di Georges Bizet è tornata in scena al Teatro La Fenice nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026, nell’allestimento firmato da Calixto Bieito per la direzione di Francesco Ivan Ciampa. La produzione è stata rappresentata dal 24 maggio al 3 giugno 2026. Alla recita cui abbiamo assistito i ruoli protagonisti erano affidati ad Annalisa Stroppa (Carmen) e a Jean‑François Borras (Don José). A quasi trent’anni dalla sua creazione, l’allestimento di Bieito si presenta come un oggetto teatrale ormai storicizzato, capace tuttavia di continuare a generare un interessante scarto interpretativo. nome dell'universalità del linguaggio visivo. Se da un lato alcune letture ne sottolineano l’inevitabile perdita della primitiva carica eversiva, dall’altro resta evidente come l’impostazione registica conservi una propria coerenza e una significativa efficacia drammaturgica. L’ambientazione nella Ceuta tardo-franchista, con la scena scarnificata ideata da Alfons Flores – dominata da pochi segni forti (la bandiera, le automobili consunte, la cabina telefonica, il toro monumentale) – opera una netta sottrazione rispetto all’iconografia tradizionale, eliminando ogni residuo di folklorismo per restituire un universo segnato da violenza strutturale e sopraffazione. In un panorama teatrale che ha ormai assimilato simili codici espressivi, tali scelte non producono più effetto di shock; resta tuttavia intatta la loro capacità di ridefinire il campo semantico dell’opera, spostando il baricentro dal colore locale al conflitto primario tra desiderio e dominio. In questa prospettiva, l’allestimento continua a funzionare proprio in virtù della sua essenzialità: riducendo gli elementi scenici e simbolici, concentra lo sguardo sul nucleo drammatico fondamentale, ossia la relazione tra Carmen e Don José. Ne deriva una lettura asciutta ma incisiva, qui ripresa per la regia di Joan Antonio Rechi, che restituisce con chiarezza il paradigma centrale dell’opera – quello del rapporto tra libertà e possesso – evitando dispersioni decorative. Più che un allestimento superato, ci piace dunque considerarlo un classico dell'opera contemporanea, che ha perso la propria dimensione scandalistica ma conserva una notevole forza teatrale.
Composta da Bizet su libretto di Meilhac e Halévy, Carmen mette in scena un dispositivo drammaturgico di estrema nitidezza, costruito attorno a un tragico intreccio amoroso. La protagonista, figura di radicale autonomia, seduce Don José e lo trascina progressivamente in un processo di disgregazione identitaria: il soldato abbandona il proprio ruolo sociale e affettivo per inseguire una passione che si trasforma presto in ossessione. A tale dinamica si contrappone la costante rivendicazione di libertà da parte di Carmen, che rifiuta ogni forma di appartenenza; il conflitto tra questi due poli conduce inevitabilmente alla catastrofe finale, in cui il desiderio si rovescia in violenza. Questo impianto, fondato su opposizioni nette e universalmente riconoscibili (libertà/possesso, desiderio/dominio), è alla base della fortuna dell’opera. Nonostante l’accoglienza iniziale problematica – caratterizzata da freddezza da parte del pubblico e da giudizi critici spesso ostili – Carmen si è progressivamente affermata come uno dei titoli centrali del repertorio operistico. Determinante in tal senso è, a nostro avviso, il magistrale senso del ritmo teatrale di Bizet, capace di articolare l’azione in una sequenza di nodi musicali di forte presa. Ogni atto è scandito da momenti di immediata riconoscibilità – dalla Habanera e dalla Seguidilla del primo atto alla “Chanson bohème” e al canto del torero nel secondo, fino all’intensità lirica del terzo e alla tensione del finale – che non interrompono ma rilanciano continuamente lo sviluppo drammatico. Non sorprende dunque che, anche qui alla Fenice, tali snodi siano stati accolti da ripetuti applausi a scena aperta (certo anche per merito degli ottimi esecutori: ma su questo ci torniamo tra poco), segno di una partecipazione del pubblico ancora oggi vivissima.
Della regia e dell’allestimento – scene, costumi e luci – si è detto: nel complesso ci hanno molto convinto. Resta da considerare quindi infine la direzione musicale e il contributo degli interpreti. Sul podio, Francesco Ivan Ciampa propone una lettura solida e ben articolata, capace di valorizzare i contrasti dinamici e il respiro teatrale della partitura. La concertazione evidenzia una chiara consapevolezza del rapporto tra buca e palcoscenico, sostenendo con efficacia la tensione narrativa e accompagnando con attenzione il gesto vocale. L’Orchestra del Teatro La Fenice risponde con precisione e compattezza, restituendo con chiarezza la ricchezza della scrittura bizetiana. Il Coro, diretto da Alfonso Caiani, si conferma elemento portante dello spettacolo: compatto, incisivo e perfettamente integrato nel tessuto drammaturgico, contribuisce in modo determinante alla costruzione delle scene d’insieme. Ottimo anche l’apporto dei Piccoli Cantori Veneziani, guidati da Diana D’Alessio, puntuali e vivaci nei loro interventi. Nel cast principale emerge con particolare evidenza la prova – molto applaudita – di Annalisa Stroppa. La sua Carmen si configura come una figura pienamente consapevole, lontana da stereotipi, costruita attraverso una sintesi efficace di presenza scenica e resa vocale: l'apprezzato mezzosoprano ci restituisce un personaggio di forte densità teatrale in cui la dimensione istintiva e quella tragica trovano un equilibrio a nostro giudizio mirabile. Jean‑François Borras è un Don José musicalmente affidabile e partecipe, mentre Alessandro Luongo disegna un Escamillo autorevole. L’insieme del cast (citiamo qui soltanto una convincente Elisa Balbo nel ruolo di Micaëla) ha contribuito a garantire la coerenza complessiva di un’esecuzione davvero felice.
|
CARMEN Opéra-comique in quattro atti Libretto di Henry Meilhac e Ludovic Halévy Musica di Georges Bizet
Escamillo Davide Luciano Le Dancaïre Armando Noguera Le Remendado Paolo Antognetti Moralès Francesco Salvadori Zuniga Matteo Ferrara Lillas Pastia Francesco Mandich Carmen Annalisa Stroppa Micaëla Elisa Balbo Frasquita Julie Mossay Mercédès Francesco Mandich
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro La Fenice di Venezia Direttore Francesco Ivan Chiampa Maestro del Coro Alfonso Caiani Piccoli Cantori Veneziani - Maestro del Coro Diana D'Alessio Ripresa da Joan Antonio Rechi Scene Alfons Flores Costumi Mercè Paloma Luci Alberto Rodriguez Vega Luci riprese da Andrea Benetello
|













