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Il Concerto K.482 è il terzo dei tre concerti per pianoforte che Mozart compose per i suoi concerti in abbonamento nel 1785. Il K.482 riprende strutturalmente il K.271, condividendone il caratteristico connubio di profondità e leggerezza e adottandone alcune delle stesse tecniche, come il solenne movimento lento e il finale da opera buffa che, improvvisamente, assume una cupa introspezione. Ma ciò che colpisce maggiormente nel Concerto K.482 è la sontuosa interazione, persino per gli standard mozartiani, tra il pianoforte e il quintetto di fiati (flauto e coppie di clarinetti e fagotti) nel secondo e terzo movimento. Il giovane direttore Nicolò Umberto Foron valorizza il ruolo dei fiati che emergono dall'orchestra, quasi come un'entità separata, impegnandosi in toccanti e intimi dialoghi cameristici tra di loro e con il pianoforte di Emanuel Ax. La colorazione orchestrale, che include trombe e timpani ma sostituisce i tradizionali oboi con i clarinetti, tende marcatamente al suono caldo, proprio al fine di assecondare la varietà offerta da queste combinazioni. Questo equilibrio è ben reso da solista ed orchestra: il suono risulta sempre cantabile, naturalmente privo di eccessivi orpelli romantici, e nell’Andante sono chiari i contrasti espressivi ed intensi della scrittura. Di valore anche la giusta leggerezza fornita al Rondò conclusivo, dove è sempre a fuoco il costante dialogo cameristico con l’orchestra bolognese. L'approccio di direttore e solista è attentamente ponderato, e si percepisce una profonda comprensione del linguaggio mozartiano. Grandi applausi per Ax anche al termine di una delicata esposizione, come bis di congedo, del Notturno op.55 n.1 in Fa minore di Chopin.
Con la pubblicazione della Sinfonia in Mi minore nel 1899, il trentatreenne Sibelius, nei sette anni trascorsi dalla composizione di “Kullervo”, aveva imparato a dare ordine al materiale senza scontare una qualche perdita di vitalità. Scritta nella tradizionale struttura in quattro movimenti della sinfonia romantica, la Prima rivela una fascinazione per Čajkovskij, con accenni allo stile più robusto e nazionalistico di Borodin; è sempre permeata, però, da una grande originalità che si evince fin dall'inizio. Il lungo e malinconico assolo di clarinetto, ottimamente eseguito da Simone Nicoletta, introduce infatti, senza apparenti transizioni, il tema iniziale, audacemente drammatico. Foron e l’orchestra preservano slancio e tensione senza pesantezze, con climax progressive e mai enfatiche. Bella anche la fusione degli archi con i legni nell’Andante, sempre supportata dalla giusta tensione interna del movimento. Il terzo movimento è una creazione singolare ed emozionante, paragonabile ad alcuni degli scherzi martellanti di Bruckner; una nota particolare va al Trio centrale, ben definito nel suo contrasto più lirico. La direzione riesce a elaborare il disegno sinfonico di Sibelius nella sua unitarietà, proponendo il movimento conclusivo nella sua tragicità, grazie a una gestione controllata degli ottoni e facendo emergere il tema principale in tutta la sua solennità e a pieno respiro.
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Stagione sinfonica 2026 Direttore Nicolò Umberto Foron Pianoforte Emanuel Ax Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna
Programma Wolfgang Amadeus Mozart: Concerto per pianoforte e orchestra n. 22 in mi bemolle maggiore K.482 Jean Sibelius: Sinfonia n.1 in mi minore op.39
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