Home Recensioni Live La traviata - Bologna, Comunale Nouveau, 1 marzo 2026

La traviata
Bologna, Comunale Nouveau, 1 marzo 2026

Traviata è un’opera tragica, perché racconta la storia di un grande amore che muore prima che abbia la possibilità di fiorire, dolorosa perché punteggiata continuamente dal rimpianto.

Germont si rammarica di aver portato via Violetta da Alfredo, Alfredo si rammarica della sua rabbia nei confronti di Violetta, e Violetta, forse solo in parte, si rammarica per aver consentito che Alfredo se ne innamorasse. Ogni personaggio prende decisioni avventate ed emotive e, quando matura la percezione dei propri errori, è sempre troppo tardi. Non c'è nulla di più devastante della sensazione di aver perso tempo prezioso e della incapacità di apportare modifiche alla propria esistenza. La vera natura del rimpianto è tragica. Il regista Alessandro Talevi, ripropone un allestimento già elaborato nella cornice dell’EuropAuditorium nel 2022. La scenografia è scarna, attualizzata e strutturata attorno ad un circolo centrale sopraelevato con delle semplici sedie attorno che si trasforma, di volta in volta, in palcoscenico, tavolo da gioco e teatro di morte nel drammatico atto conclusivo. Funzionali anche le proiezioni caratterizzate dal voyeurismo costante nella vita di Violetta di un occhio indagatore o di personaggi cinici e mascherati.


Giorgio Germont (Claudio Sgura), il padre di Alfredo che convince Violetta a sacrificare la sua felicità, è abile e vocalmente puntuale, rubando spesso la scena, e offre nella sua compiutezza la totalità delle sfumature di questo personaggio ed il senso di trasformazione che è poi la chiave per la risoluzione dell'opera nel terzo e conclusivo atto. Il tenore Davide Tuscano, preciso nella vocalità e nella dizione, è apparso particolarmente convincente e costante nel ruolo di Alfredo, sembrava gestire tutti gli alti e bassi emotivi di questo personaggio anche se con una presenza scenica non sempre inappuntabile, quasi faticasse a collocarsi negli spazi. Bene il soprano Ekaterina Bakanova, jump in di pregio per lei specie nel secondo e terzo atto; commovente il suo “Addio del Passato” declinato attorno ad una rappresentazione di Violetta Valéry sofferta e fedele alle intenzioni verdiane. Ben delineati complessivamente tutti gli altri ruoli. Misurata la direzione di Leonardo Sini che opera prediligendo tempi dilatati riuscendo a valorizzare tutti i colori della partitura. Sicura l’Orchestra e solida la prova del Coro del Comunale, preparato da Gea Garatti Ansini, che valorizza l’azione delle zingarelle e dei toreador. Ultimo impegno con il Comunale per lei dopo cinque ottimi anni: la attende adesso Torino.

Foto: Andrea Ranzi


Violetta Valéry: Ekaterina Bakanova

Alfredo Germont: Davide Tuscano

Giorgio Germont: Claudio Sgura

Flora Bervoix: Benedetta Mazzetto

Annina: Silvia Spessot

Gastone: Oronzo D'Urso

Barone Douphol: Giulio Ermini

Marchese d'Obigny: Yuri Guerra

Dottor Grenvil: Luca Park

Giuseppe: Enrico Picinni Leopardi

Domestico di Flora: Sandro Pucci

Commissionario: Tommaso Norelli

Direttore: Leonardo Sini

Regia e scene: Alessandro Talevi

Costumi: Stefania Scaraggi

Luci: Daniele Naldi

Movimenti coreografici: Anna Maria Bruzzese

Videomaker: Marco Grassivaro

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

 

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