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Germont si rammarica di aver portato via Violetta da Alfredo, Alfredo si rammarica della sua rabbia nei confronti di Violetta, e Violetta, forse solo in parte, si rammarica per aver consentito che Alfredo se ne innamorasse. Ogni personaggio prende decisioni avventate ed emotive e, quando matura la percezione dei propri errori, è sempre troppo tardi. Non c'è nulla di più devastante della sensazione di aver perso tempo prezioso e della incapacità di apportare modifiche alla propria esistenza. La vera natura del rimpianto è tragica. Il regista Alessandro Talevi, ripropone un allestimento già elaborato nella cornice dell’EuropAuditorium nel 2022. La scenografia è scarna, attualizzata e strutturata attorno ad un circolo centrale sopraelevato con delle semplici sedie attorno che si trasforma, di volta in volta, in palcoscenico, tavolo da gioco e teatro di morte nel drammatico atto conclusivo. Funzionali anche le proiezioni caratterizzate dal voyeurismo costante nella vita di Violetta di un occhio indagatore o di personaggi cinici e mascherati.
Giorgio Germont (Claudio Sgura), il padre di Alfredo che convince Violetta a sacrificare la sua felicità, è abile e vocalmente puntuale, rubando spesso la scena, e offre nella sua compiutezza la totalità delle sfumature di questo personaggio ed il senso di trasformazione che è poi la chiave per la risoluzione dell'opera nel terzo e conclusivo atto. Il tenore Davide Tuscano, preciso nella vocalità e nella dizione, è apparso particolarmente convincente e costante nel ruolo di Alfredo, sembrava gestire tutti gli alti e bassi emotivi di questo personaggio anche se con una presenza scenica non sempre inappuntabile, quasi faticasse a collocarsi negli spazi. Bene il soprano Ekaterina Bakanova, jump in di pregio per lei specie nel secondo e terzo atto; commovente il suo “Addio del Passato” declinato attorno ad una rappresentazione di Violetta Valéry sofferta e fedele alle intenzioni verdiane. Ben delineati complessivamente tutti gli altri ruoli. Misurata la direzione di Leonardo Sini che opera prediligendo tempi dilatati riuscendo a valorizzare tutti i colori della partitura. Sicura l’Orchestra e solida la prova del Coro del Comunale, preparato da Gea Garatti Ansini, che valorizza l’azione delle zingarelle e dei toreador. Ultimo impegno con il Comunale per lei dopo cinque ottimi anni: la attende adesso Torino. Foto: Andrea Ranzi |
Violetta Valéry: Ekaterina Bakanova Alfredo Germont: Davide Tuscano Giorgio Germont: Claudio Sgura Flora Bervoix: Benedetta Mazzetto Annina: Silvia Spessot Gastone: Oronzo D'Urso Barone Douphol: Giulio Ermini Marchese d'Obigny: Yuri Guerra Dottor Grenvil: Luca Park Giuseppe: Enrico Picinni Leopardi Domestico di Flora: Sandro Pucci Commissionario: Tommaso Norelli Direttore: Leonardo Sini Regia e scene: Alessandro Talevi Costumi: Stefania Scaraggi Luci: Daniele Naldi Movimenti coreografici: Anna Maria Bruzzese Videomaker: Marco Grassivaro Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
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