Home Recensioni Live Mason Bates & Orchestra - Milano, Teatro Dal Verme, 5 e 7 marzo 2026

Mason Bates & Orchestra
Milano, Teatro Dal Verme, 5 e 7 marzo 2026

Nel quadro della programmazione sinfonica contemporanea, raramente accade che una serata concertistica assuma con tale evidenza il carattere di un dispositivo sperimentale in cui la tradizione orchestrale si apre a una dimensione di laboratorio estetico. L’appuntamento dell’81ª stagione dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali ha infatti proposto un programma monografico dedicato al compositore statunitense Mason Bates, figura tra le più emblematiche della nuova musica americana, presente non soltanto come autore ma anche come interprete delle componenti di live electronics, affiancato sul podio dal direttore Ryan McAdams e al pianoforte da Shai Wosner. Il concerto per pianoforte e orchestra e le prime esecuzioni italiane di Mothership e Philharmonia Fantastique: The Making of the Orchestra hanno delineato un percorso coerente attorno alla poetica di Bates, una scrittura che si colloca al crocevia tra cultura sinfonica, sound design e immaginario audiovisivo.
La presenza del compositore in veste esecutiva costituisce un elemento tutt’altro che marginale. Quando l’autore assume direttamente il controllo delle componenti elettroniche dell’opera, la relazione tra partitura e performance si trasforma in un processo dinamico, quasi performativo, in cui la dimensione compositiva si estende oltre la pagina scritta per investire il dominio della produzione sonora in tempo reale. In questo senso l’orchestra non si limita a interpretare un testo musicale, ma entra in un sistema di interazione in cui il gesto strumentale e la manipolazione elettronica condividono lo stesso spazio drammaturgico.
Nato nel 1977, Bates rappresenta una delle personalità più riconoscibili della generazione di compositori d’oltreoceano cresciuti all’intersezione tra formazione accademica e cultura digitale. La sua poetica si fonda su una concezione della scrittura orchestrale come ambiente sonoro espanso, capace di integrare processi elettronici, pulsazioni ritmiche di matrice elettronica e un’orchestrazione luminosa, spesso concepita con una chiarezza quasi cinematografica. Non si tratta tuttavia di una semplice contaminazione stilistica: nella musica di Bates la presenza dell’elettronica assume una funzione strutturale, contribuendo a ridefinire la grammatica timbrica dell’orchestra contemporanea.
Proprio in questo rapporto tra componente elettroacustica e tecnologia si colloca uno degli aspetti più interessanti della serata. Il live electronics utilizzato non agisce come elemento sovrapposto o decorativo, ma come una vera estensione dello spettro orchestrale. Il sistema elettronico – gestito in tempo reale dal compositore – dialoga con il tessuto strumentale amplificando micro-articolazioni timbriche, generando pattern ritmici iterativi e introducendo texture sintetiche che si intrecciano con gli strumenti acustici. L’effetto complessivo è quello di una sorta di orchestra "aumentata", in cui la pulsazione sintetica funge da architettura metrica sotterranea, i sintetizzatori espandono la risonanza armonica e il sound design contribuisce alla costruzione di ambienti sonori di forte suggestione immersiva.
Questa concezione della scrittura si manifesta con particolare evidenza in Philharmonia Fantastique, lavoro multimediale che rappresenta il fulcro concettuale del programma. L’opera nasce dalla collaborazione con il celebre sound designer cinematografico Gary Rydstrom, figura di riferimento nell’ambito della progettazione sonora hollywoodiana. In questa creazione la dimensione musicale è inseparabile da quella visiva: la partitura è accompagnata da un film d’animazione che conduce lo spettatore all’interno del microcosmo fisico dell’orchestra, trasformando corde vibranti, ance, valvole e membrane percussive in elementi narrativi di un viaggio immersivo nella materia del suono.
Il contributo di Rydstrom emerge soprattutto nella concezione del suono come dispositivo drammaturgico. La progettazione sonora non si limita a sostenere l’immagine, ma diventa parte integrante della costruzione diegetica, amplificando la percezione spaziale dell’orchestra e articolando una dimensione quasi cinematografica dell’ascolto. Il risultato è un oggetto artistico ibrido, in cui pedagogia musicale, spettacolarità visiva e ricerca timbrica convergono in una forma raccontativa  audiovisiva che ridefinisce il rapporto tra pubblico e organismo orchestrale.
In questo contesto la prova dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali si distingue per la solidità tecnica con cui affronta il sistema di notazione musicale che richiede requisiti esecutivi particolarmente meticolosi. Le composizioni eseguite impongono infatti una precisione ritmica prossima alla meccanica elettronica, una notevole flessibilità dinamica e una sensibilità timbrica capace di valorizzare continue transizioni tra materia acustica e ambiente digitale. Gli archi alternano figurazioni percussive e superfici sonore dilatate, i fiati costruiscono stratificazioni armoniche di grande compattezza mentre la sezione delle percussioni assume un ruolo propulsivo fondamentale nel definire la struttura ritmica dell’insieme.
La direzione di Ryan McAdams si rivela particolarmente efficace nel governare questo complesso equilibrio. Più che affidarsi a una gestualità spettacolare, il direttore privilegia un controllo analitico della partitura, articolando con chiarezza i livelli ritmici e mantenendo costante la tensione tra orchestra ed elettronica. Ne deriva una lettura che privilegia la coerenza architettonica del discorso musicale e che restituisce con precisione la dimensione cinetica e narrativa tipica della scrittura del maestro.
L’impressione complessiva è quella di assistere non semplicemente a un concerto sinfonico, ma a un’esperienza musicale che interroga il futuro stesso dell’orchestra. Attraverso l’integrazione di live electronics, sound design e linguaggi visivi, le opere sinfoniche contemporanee di Bates propongono infatti una possibile evoluzione morfologica della pezzatura orchestrale nel XXI secolo: un organismo capace di assimilare le tecnologie contemporanee senza rinunciare alla complessità e alla ricchezza timbrica della prassi concertistica.

L
a presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 5 marzo 2026





Mothership e Philharmonia Fantastique: The Making of the Orchestra

Mason Bates & Orchestra I Pomeriggi Musicali
I Pomeriggi Musicali Sèntiti pàrte 2025-202681a Stagione Sinfonica Orchestra

Mason Bates (1977)
Concerto per pianoforte e orchestra
Mothership (prima esecuzione italiana)
Philharmonia Fantastique: The Making of the Orchestra (prima esecuzione italiana)
[Esecuzione dal vivo con orchestra e proiezione]
consigliato anche per un pubblico di bambini a partire dai 6 anni

diretto da Gary Rydstrom
scritto da Mason Bates e Gary Rydstrom
storia e supervisione dell’animazione Jim Capobianco
musica Mason Bates
sound design Gary Rydstrom
direttore Ryan McAdams
pianoforte Shai Wosner
live electronics Mason Bates
Orchestra I Pomeriggi Musicali

Per la prima volta a Milano, nella 81ª Stagione sinfonica dei Pomeriggi Musicali Sèntiti pàrte, arriva Mason Bates – una delle figure più influenti della musica americana contemporanea, compositore e DJ – con un programma che unisce elettronica, sinfonica e immagini per un’esperienza d’ascolto coinvolgente e attuale. Sul podio dei Pomeriggi Musicali ci sarà il direttore Ryan McAdams, solista al pianoforte Shai Wosner, mentre lo stesso Bates sarà impegnato nel live electronics.
Nato a Philadelphia nel 1977, Bates ha costruito la sua carriera sull’integrazione tra tradizione sinfonica e modernità elettronica, diventando uno dei compositori viventi più eseguiti negli Stati Uniti. È stato il primo Composer-in-Residence del prestigioso Kennedy Center for the Performing Arts ed è stato ospite in residenza con alcune delle maggiori orchestre americane, tra cui la Chicago Symphony Orchestra, la San Francisco Symphony e la Philadelphia Orchestra.
La sua musica rompe le barriere tra generi e pubblico: Bates (che si esibiva come DJ Masonic) ha cominciato infatti a portare la musica classica nei club attraverso eventi che mescolano performance orchestrali, DJ set ed elettronica, conquistando nuove generazioni di ascoltatori.
Il programma al Teatro Dal Verme si apre con il Concerto per pianoforte e orchestra, una pagina in cui il virtuosismo pianistico si fonde con lo stile elettronico tipico di Bates. Commissionato da grandi istituzioni come la Philadelphia Orchestra e scritto per grandi solisti internazionali, questo concerto rappresenta uno dei momenti di sintesi più riusciti della poetica del compositore. Quindi Mothership (in prima italiana), un brano che fonde orchestra sinfonica ed elettronica: Pensato come un veicolo spaziale sonoro, accoglie improvvisazioni solistiche e ritmi pulsanti, evocando un viaggio tra energia futuristica e suggestioni sinfoniche. Chiude il concerto il celebre Philharmonia Fantastique: The Making of the Orchestra (in prima italiana), frutto di una co-commissione di importanti orchestre americane: un concerto di per orchestra e film d’animazione per raccontare, in modo spettacolare e accessibile, le famiglie degli strumenti orchestrali e il loro funzionamento, con immagini e suoni che trasformano la sala da concerto in un vero teatro di meraviglia. Nello spirito di opere educative per giovani ascoltatori come The Young Person’s Guide to the Orchestra di Benjamin Britten, Fantasia di Walt Disney o le trasmissioni divulgative di Leonard Bernstein (tra cui Omnibus). La musica di Mason Bates è tanto immediata quanto profonda: invita lo spettatore a un’esperienza sonora totale, in cui suono, ritmo, tecnologia e immaginazione si incontrano. Non sorprende che il Metropolitan Opera abbia scelto proprio Bates per inaugurare la stagione d’opera 2025-26 con un nuovo lavoro commissionato per l’occasione, l’opera The Amazing Adventures of Kavalier & Clay, tratta dal celebre romanzo premio Pulitzer di Michael Chabon. Il successo è stato tale da registrare il tutto esaurito e da generare repliche aggiuntive, evento non scontato per una nuova produzione contemporanea in uno dei teatri più prestigiosi al mondo (fonte: comunicato stampa).




Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2,
20121, Milano
tel. 02 87905201
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ORARIO SPETTACOLI:
sabato 7 marzo 2026 ore 17:00


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