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Questa sembra una moda recente del Teatro Comunale Nouveau (ma non solo di Bologna) che però senza dubbio distrae lo spettatore da una bellissima pagina sinfonica, la perfetta introduzione a quello che poi andrà in scena nei tre atti dell'opera. La regia di Alessandro Talevi, già approdata nel capoluogo Emiliano alla fine del 2022, rende forse un po’ troppo dinamica l'introduzione in pianissimo che Verdi affida agli archi, e ciò è probabilmente dovuto al fatto che lo sguardo dello spettatore è innegabilmente attratto dall'inquadratura di un grande occhio che, in maniera quasi voyeuristica, osserva Violetta che sembra già segnata dal suo triste destino. L'occhio giudicatore tornerà anche sullo struggente preludio del terzo atto a inquadrare una protagonista prostrata, ormai sfinita dalla malattia. La pedana circolare al centro del palco, semplice ma efficace nella sua simmetria con gli altri pochi elementi scenici, consente di mettere in evidenza alcune trovate drammaturgiche rispetto alle quali talvolta la regia sembra indugiare in maniera un po' didascalica, in particolare con la gestualità e i movimenti che sono sempre, forse troppo, sincronizzati con il ritmo della musica. La scelta di sobrietà della scenografia viene ulteriormente marcata dai costumi di Stefania Scaraggi, tutti tra il bianco e soprattutto il nero, tra i quali spiccano le sfumature diverse degli abiti di Violetta e quelli dei ballerini che interpretano i cinque tori abbattuti dal Matador di Biscaglia.
Sullo sfondo vengono proiettate varie immagini, e in special modo colpisce quella al rallentatore di un gruppo di uomini mascherati apparentemente esultanti sul tragico finale e che è possibile collegare all’inquietudine dell’occhio iniziale; c’è poi una scena agreste in lento movimento, quasi una passeggiata nel bosco che però ha poco di bucolico perché, anche grazie alla scelta di colori piuttosto spenti, sembra assecondare il triste svolgimento ed epilogo della scena ambientata nella casa di campagna di Violetta e Alfredo. I due protagonisti sono entrambi convincenti: Julia Muzychenko è una Violetta espressiva, con una vocalità duttile, agile e drammatica quando necessario e, accompagnata dallo splendido solo del clarinetto dell'ultimo atto, rende assai commovente la lettura della lettera inviata da Giorgio Germont. Quest'ultimo personaggio è interpretato da Claudio Sgura che ha sostituito Ludovico Filippo Ravizza nel secondo cast; Sgura porta in scena una vocalità sempre centrata e ben sfaccettata, capace di delineare un uomo che comprende il peso emotivo delle sue richieste, è capace di riflettere sui propri errori e cerca di porvi rimedio. Davide Tuscano non indulge in cliché vocali stereotipati e tratteggia un Alfredo credibile in tutti i suoi eccessi giovanili. Tra i comprimari spicca sicuramente la Flora di Benedetta Mazzetto, con un bel timbro morbido ed espressivo, valorizzata dalla direzione equilibrata di Leonardo Sini che non si lascia andare a nessun tipo di forzatura espressiva e tiene le fila della bella esecuzione orchestrale. Un bellissimo momento musicale è quello a chiusura del secondo atto, forse il più bel concertato della storia dell’opera, che sembra cristallizzare il contrasto tra le emozioni di Violetta, Alfredo e Germont, circondati dal coro che scandisce la disperazione emotiva di ognuno dei protagonisti. A conclusione di questo toccante finale di atto, il coro viene in scena insieme alla direttrice Gea Garatti Ansini per congedarsi dal pubblico il quale ringrazia con applausi sentiti, destinati in particolare alle belle prove delle Zingarelle e dei Toreador. Foto: Andrea Ranzi |
Violetta Valéry: Julia Muzychenko Alfredo Germont: Davide Tuscano Giorgio Germont: Claudio Sgura Flora Bervoix: Benedetta Mazzetto Annina: Silvia Spessot Gastone: Oronzo D'Urso Barone Douphol: Giulio Ermini Marchese d'Obigny: Yuri Guerra Dottor Grenvil: Luca Park Giuseppe: Enrico Picinni Leopardi Domestico di Flora: Sandro Pucci Commissionario: Tommaso Norelli Direttore: Leonardo Sini Regia e scene: Alessandro Talevi Costumi: Stefania Scaraggi Luci: Daniele Naldi Movimenti coreografici: Anna Maria Bruzzese Videomaker: Marco Grassivaro Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
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