|

Sono passati giusto 8 anni dalla loro prima apparizione in Italia (febbraio 2018), i GoGo Penguin tornano per la terza volta nel nostro paese – unica data prevista - per presentare l’ultimo loro album “Necessary Fictions” (il settimo in studio), uscito a giugno dello scorso anno per XXIM.
Dal 2023 il batterista Jon Scott ha sostituito Rob Turner, che aveva formato con Chris Illingworth (piano) la band a Manchester nel 2012, assieme all’allora contrabbassista Grant Russell, il cui posto è stato preso già dal secondo album “v2.0” (2014) da Nick Blacka. Dopo il periodo agitato che ha visto il gruppo prossimo allo scioglimento per la dipartita di Turner e l’arrivo di Scott, con il precedente “Everything Is Going To Be Ok” (titolo emblematico con l’indipendente XXIM, dopo i tre album precedenti registrati per Blue Note), il trio di nu jazz pare abbia ritrovato e rinnovato un entusiasmo compositivo, confermato dall’interessante ultimo lavoro. “Necessary Fictions” si muove nel loro caratteristico magma sonoro caratterizzato da temi pianistici minimalisti, linee di basso propulsiveie batteria ispirata all’elettronica; un particolare sound che ha permesso di avvicinare stuoli di giovani ad al loro sound electro-jazz. Tra le tracce dell’album, "Luminous Giants" e "State of Flux" consentono di immergerci in sonorità particolarmente magnetiche ed evocative, senza tuttavia il pericolo di derive ambient e new age, grazie all’inserzione del “Manchester Collective”, un ensemble di musica da camera diretta dalla violinista e vocalist Rakhi Singh. Sul palco dell’Alcatraz (mai location fu più inadatta per questo genere, che pretenderebbe un ascolto più attento all’interno di un teatro) con loro anche il cantautore folk britannico-ugandese Daudi Matsiko, già presente nel brano “Forgive the Damages" e che aprirà la serata con alcuni brani tratti dalla sua recente produzione discografica. In circa 100 minuti il trio inglese ha saputo intrattenere un pubblico variegato ed eterogeneo composto sia da nuove generazioni che prediligono per la maggiore il lato più elettronico e conturbante e che attinge anche dal dubstep londinese di inizio secolo, sia veterani appassionati di jazz che tuttavia non disdegnano le contaminazioni sonore di questo genere con altri più recenti e “commerciali”. La scaletta proposta in questo tour partito lo scorso ottobre dagli Stati Uniti è consacrata per quasi la metà dei brani al nuovo album, mentre il restante 50% è prelevato un po’ qua e là (con l’esclusione di brani tratti dal primissimo “Fanfares” del 2012) e ripercorre la storia discografica della band. I GoGO Penguin hanno saputo attingere a un'inebriante miscela di influenze, Brian Eno, John Cage, Massive Attack, al fine di creare un sound nuovo e coraggioso, completamente loro, miscelando musica acustica ed elettronica in un interessante connubio armonico e melodico, brani scaturiti magari elettronicamente in studio con sequencer, ma che poi il trio trasporta spesso sui propri album e dal vivo utilizzando strumenti acustici e se ci pensate è in fondo essere in controtendenza con quanto oggi accade per la maggior parte della musica in commercio, ops, in streaming.
|
|

Chris Illingworth: pianoforte, synth Nick Blacka: basso Jon Scott: percussioni
Teatro Alcatraz, Milano
SETLIST:
1. Umbra 2. Fallowfield Loops 3. Bardo 4. The Turn Within 5. Break 6. What We Are and What We Are Meant to Be 7. Naga Ghost 8. Smarra 9. Ascent 10. Atomised 11. All Res 12. Murmuration 13. Hopopono 14. Parasite
Bis:
15. Forgive the Damages (con Daudi Matsiko) 16. Protest


|