Home Recensioni Live Idomeneo - Bologna, Comunale Nouveau, 1 febbraio 2026

Idomeneo
Bologna, Comunale Nouveau, 1 febbraio 2026

Quando Idomeneo, re di Creta, debutta a Monaco di Baviera, il 29 gennaio 1781, Mozart ha da poco compiuto i venticinque anni; nonostante la giovane età, riesce ad elaborare un dramma di grande maturità articolato attorno alle figure di un re e di suo figlio, mentre sottende la tragedia di una nuova generazione schiacciata dall’ombra e dall’eredità dei padri.

L’opera è cruciale perché recepisce l’opera del passato, ma assorbe la lezione riformatrice di Gluck declinandola superbamente nei termini musicali e drammaturgici. Mariano Bauduin propone una regia che appare vistosamente permeata dalle influenze di De Chirico e Savinio; sullo sfondo le proiezioni video di un mare a tratti calmo o in tormenta (quando Nettuno iimpone a Idomeneo di abdicare e cedere il comando al figlio Idamante) danno profondità allo spettacolo, anche se alcuni elementi scenici sono apparsi ridondanti e il dispiegarsi dell’azione gravato da una certa fissità. Benedetta Torre, che sostituisce l’indisposta Mariangela Sicilia, ha un timbro vibrante, molto femminile, leggermente palpitante, che si adatta al carattere della paziente Ilia. Canta le sue arie con grande compostezza e tenerezza, in particolare "Zeffiretti lusinghieri". L'Idamante di Francesca Di Sauro denota lustro vocale e potenza drammatica e fa uso di un vibrato misurato. Il suo è un ritratto completo del personaggio. Antonio Poli propone un Idomeneo elegante, raffinato e profondamente sentito. Canta coraggiosamente la versione più complessa di "Fuor del mar", ma molto bene: il suo si bemolle acuto conclusivo e il trillo che ne consegue risultano di grande impatto. Salome Jicia, come Elettra, offre una prova spigolosa del tormentato personaggio, grazie ad una range vocale ampio e una ragguardevole gamma espressiva.


Leonardo Cortellazzi, nei panni di Arbace, si destreggia bene nelle due arie principali del consigliere e in quella di coloratura del secondo atto, domina con eleganza il cimento. Completano il cast in maniera soddisfacente: Luca Park (La voce dell’oracolo di Nettuno), Chiara Salentino e Matilde Lazzaroni (Due cretesi), Tommaso Norelli e Massimiliano Brusco (Due troiani). I conflitti padre-figlio e il triangolo amoroso erano elementi tipici dell'opera seria, ma Mozart conferisce alla tradizione una continuità più fluida, un colore orchestrale e una pura umanità rispetto alle sue opere precedenti, tutti aspetti di cui Roberto Abbado è vistosamente consapevole. Dirige con grande talento drammatico, si avvale di un'ottima interpretazione dell’Orchestra del Comunale e rende toccanti le situazioni di repertorio, grazie a tempi perfettamente calibrati. Di fondamentale importanza, poiché i recitativi sostengono il peso dell'azione e la direzione assicura che scorrano in modo naturale mantenendo costantemente alto il livello della tensione emotiva. Ottima anche la prova del coro diretto da Gea Garatti Ansini, in un’opera difficile per le numerose entrate a catena scoperte, e particolarmente incisivo soprattutto nel Finale secondo “Corriamo, fuggiamo”, denso di pathos, e nel festoso “Scenda Amor, scenda Imeneo”.


Foto: Andrea Ranzi

 


IDOMENEO

Dramma per musica in tre atti

Libretto di Giambattista Varesco

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Idomeneo Antonio Poli

Idamante Francesca Di Sauro

Ilia Benedetta Torre

Elettra Salome Jicia

Arbace Leonardo Cortellazzi

Gran Sacerdote di Nettuno Xin Zhang

La voce dell’oracolo Luca Park

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Direttore Roberto Abbado

Maestro del coro Gea Garatti Ansini

Regia Mariano Bauduin

Scene Dario Gessati

Costumi Marianna Carbone

Luci Daniele Naldi

Coreografie Miki Matsuse van Hoecke

 

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