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L’opera è cruciale perché recepisce l’opera del passato, ma assorbe la lezione riformatrice di Gluck declinandola superbamente nei termini musicali e drammaturgici. Mariano Bauduin propone una regia che appare vistosamente permeata dalle influenze di De Chirico e Savinio; sullo sfondo le proiezioni video di un mare a tratti calmo o in tormenta (quando Nettuno iimpone a Idomeneo di abdicare e cedere il comando al figlio Idamante) danno profondità allo spettacolo, anche se alcuni elementi scenici sono apparsi ridondanti e il dispiegarsi dell’azione gravato da una certa fissità. Benedetta Torre, che sostituisce l’indisposta Mariangela Sicilia, ha un timbro vibrante, molto femminile, leggermente palpitante, che si adatta al carattere della paziente Ilia. Canta le sue arie con grande compostezza e tenerezza, in particolare "Zeffiretti lusinghieri". L'Idamante di Francesca Di Sauro denota lustro vocale e potenza drammatica e fa uso di un vibrato misurato. Il suo è un ritratto completo del personaggio. Antonio Poli propone un Idomeneo elegante, raffinato e profondamente sentito. Canta coraggiosamente la versione più complessa di "Fuor del mar", ma molto bene: il suo si bemolle acuto conclusivo e il trillo che ne consegue risultano di grande impatto. Salome Jicia, come Elettra, offre una prova spigolosa del tormentato personaggio, grazie ad una range vocale ampio e una ragguardevole gamma espressiva.
Leonardo Cortellazzi, nei panni di Arbace, si destreggia bene nelle due arie principali del consigliere e in quella di coloratura del secondo atto, domina con eleganza il cimento. Completano il cast in maniera soddisfacente: Luca Park (La voce dell’oracolo di Nettuno), Chiara Salentino e Matilde Lazzaroni (Due cretesi), Tommaso Norelli e Massimiliano Brusco (Due troiani). I conflitti padre-figlio e il triangolo amoroso erano elementi tipici dell'opera seria, ma Mozart conferisce alla tradizione una continuità più fluida, un colore orchestrale e una pura umanità rispetto alle sue opere precedenti, tutti aspetti di cui Roberto Abbado è vistosamente consapevole. Dirige con grande talento drammatico, si avvale di un'ottima interpretazione dell’Orchestra del Comunale e rende toccanti le situazioni di repertorio, grazie a tempi perfettamente calibrati. Di fondamentale importanza, poiché i recitativi sostengono il peso dell'azione e la direzione assicura che scorrano in modo naturale mantenendo costantemente alto il livello della tensione emotiva. Ottima anche la prova del coro diretto da Gea Garatti Ansini, in un’opera difficile per le numerose entrate a catena scoperte, e particolarmente incisivo soprattutto nel Finale secondo “Corriamo, fuggiamo”, denso di pathos, e nel festoso “Scenda Amor, scenda Imeneo”. Foto: Andrea Ranzi
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IDOMENEO Dramma per musica in tre atti Libretto di Giambattista Varesco Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Idomeneo Antonio Poli Idamante Francesca Di Sauro Ilia Benedetta Torre Elettra Salome Jicia Arbace Leonardo Cortellazzi Gran Sacerdote di Nettuno Xin Zhang La voce dell’oracolo Luca Park
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna Direttore Roberto Abbado Maestro del coro Gea Garatti Ansini Regia Mariano Bauduin Scene Dario Gessati Costumi Marianna Carbone Luci Daniele Naldi Coreografie Miki Matsuse van Hoecke
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