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Roma, 6 Settembre 2025 - Roma Summer Fest - Auditorium Ennio Morricone
Se esistesse una macchina per la clonazione, Steve Hackett andrebbe preservato. Un musicista che a 75 primavere continua senza sosta a girare il mondo per suonare in un modo ancora strepitoso sia il proprio repertorio che quello dei Genesis, con un'energia, genuinità e tecnica invidiabile, che pochi possono vantare.Il chitarrista inglese è ormai un ospite fisso in Italia e a Roma e dallo scorso anno porta in tour parte del repertorio di Lamb Lies Down On Brodway in occasione dei 50 anni dell'uscita del capolavoro dei Genesis. Tra l'altro, proprio a settembre uscirà il remaster del disco, il cui mix è stato supervisionato da Peter Gabriel e Tony Banks nei Real World Studios. Il pubblico romano, seppur in gran parte attempato per ovvie ragioni, è sempre molto partecipe a questo tipo di concerti e appare particolarmente interessato al set dei Genesis. Personalmente, però, anche la prima parte del live ha suscitato grande interesse.

Hackett è un artista che nel corso della propria carriera solista ha saputo infondere un forte imprinting al proprio repertorio, amando sicuramente gli stilemi del prog più sinfonico ma è stato comunque capace di distaccarsi dalla musica dei Genesis. Certo, alcune sonorità sono riconoscibili, ma è anche la prova che nella creatura dei Genesis, egli abbia avuto un peso fondamentale nello sviluppo del suono e delle idee musicali sottostanti. Nella prima parte del set, ovviamente, c'è ampio spazio alla propria produzione, pescando sia dagli ultimi lavori The Circus and the Nightwale (uscito lo scorso anno) con "People Of The Smoke" e "Circo Inferno", brani che evidenziano toni più ruvidi e hard rispetto al classico Hackett, in cui i virtuosismi sono sicuramente più preponderanti. Sempre dalla produzione più recente, spicca "The Devil's Cathedral" (da "Surrender of Silence"), un brano dai tratti foschi, gotici che fonde potenza ritmica prog moderna, evolvendo da un inizio solenne e drammatico ad un crescendo ritmico e sonoro. Qui brilla in particolare Felix Lehrmann, straordinario per qualità e potenza alla batteria.

La seconda parte del primo set è dedicata ai classici solisti del chitarrista londinese: la sempreverde e gioiosa "Every Day", la frippiana "A Tower Struck Down" estratta dal proprio esordio capolavoro Voyage Of The Acolyte, brano intriso d'incedere inquieto, chitarra tagliente e sperimentalismo.Bravo un po' avulso, ma che ad Hackett piace interpretare nei suoi show è "Camino Royale". E' un pezzo che risente molto delle influenze sonore di quegli anni, più eccentriche, aventi maggior vena jazz/fusion ed un cantato più teatrale ed effettato. Non a caso il brano termina con una coda improvvisativa fusion, in cui Hackett mostra tutta la sua grande capacità virtuosistica alle sei corde, per poi lasciare spazio a una notevole jam solistica di Jonas Reingold al basso, seguita da un coinvolgente inseguimento basso/batteria con Lehrmann. Dopo una breve pausa di venti minuti, la seconda parte del concerto attinge a piene mani da The Lamb Lies Down on Broadway: dalla title track all’evocativa "Fly on a Windshield", fino a "Carpet Crawlers".
 Splendide anche le riproposizioni di "Lilywhite Lilith" e "The Lamia", anche se la voce di Nad Sylvan in alcuni momenti appare un po’ troppo lineare rispetto alla ricchezza e alla complessità di brani che richiederebbero una vocalità più potente e sfaccettata. Il lavoro alle tastiere di Roger King resta preziosissimo: da anni elemento chiave nella band di Hackett, la sua tecnica raffinata e la capacità di padroneggiare le sfumature sonore rendono al meglio sia i brani solisti che quelli dei Genesis. La sua uscita dalla formazione il prossimo anno sarà una perdita notevole.

Nella calda serata romana d'inizio settembre c’è stato spazio anche per l’esecuzione integrale della monumentale "Supper’s Ready", suite che, nonostante il tempo, rimane unica e insuperata nel panorama musicale. Il gran finale non poteva che essere affidato alla magniloquenza di "Firth of Fifth", con l’assolo iconico che ha consegnato Hackett alla leggenda, e alla coda di "Los Endos", degna conclusione di una serata musicalmente densissima. Una dimostrazione che ascoltare Steve Hackett e i suoi compagni di viaggio è sempre un’esperienza straordinaria.
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Steve Hackett: chitarra, voce Nad Sylvan: voce Rob Townsend: sax, tastiere, flauto, voce Felix Lehrmann: batteria Roger King: tastiere Jonas Reingold: basso, chitarra
Data: 06/09/2025 Luogo: Roma - Auditorium Ennio Morricone Genere: Progressive Rock
Setlist:
Set 1: Solo songs People of the Smoke Circo Inferno These Passing Clouds The Devil's Cathedral Every Day A Tower Struck Down Drum/Bass Solos Camino Royale Shadow of the Hierophant
Set 2: Lamb Selection and more The Lamb Lies Down on Broadway Fly on a Windshield Broadway Melody of 1974 Hairless Heart Carpet Crawlers The Chamber of 32 Doors Lilywhite Lilith The Lamia it Supper's Ready
Encore: Firth of Fifth Los Endos/Slogans/Los Endos
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