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Kismet: l’arte dell’equilibrio nel nuovo progetto di Dave Holland alla Casa del Jazz.
Kismet è il nome del nuovo progetto presentato nei giardini della Casa del Jazz di Roma da uno dei grandi maestri viventi del jazz contemporaneo: il contrabbassista e compositore britannico Dave Holland. Figura storica del jazz mondiale, Holland è stato protagonista della svolta elettrica di Miles Davis a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta (si pensi a In a Silent Way e Bitches Brew), oltre ad aver segnato in modo indelebile il jazz europeo e statunitense con decenni di ricerca, innovazione e collaborazioni con alcuni dei più importanti musicisti della scena internazionale. Il progetto Kismet nasce come quartetto e prevede la partecipazione del versatile chitarrista Kevin Eubanks, musicista dallo stile eclettico e collaboratore di lunga data di Holland. Purtroppo, a causa di problemi di salute, Eubanks non ha potuto prendere parte al concerto romano. Nonostante questa assenza di peso, il gruppo si è presentato in formazione di trio e ha offerto una performance di altissimo livello che ha saputo comunque mantenere intatta la ricchezza timbrica e l’equilibrio dinamico che caratterizzano il progetto. Sul palco, al fianco di Holland, due fuoriclasse del jazz contemporaneo: Chris Potter ai sassofoni e clarinetto basso e Obed Calvaire alla batteria. Entrambi hanno dato vita a un dialogo musicale serrato, empatico e ricco di sfumature, dimostrando una complicità che va oltre la semplice tecnica. Chris Potter, tra i più influenti sassofonisti post-coltraniani degli ultimi decenni, ha incantato il pubblico con un fraseggio denso, articolato e profondamente lirico, alternandosi tra sax tenore e clarinetto basso. Le sue improvvisazioni, ricche di soluzioni ritmiche e melodiche, hanno mostrato una padronanza impressionante dello strumento, ma anche una grande capacità di ascolto e interazione con gli altri membri del trio. Di assoluto rilievo anche la prova del batterista Obed Calvaire, che ha saputo imprimere alla serata una continua energia propulsiva, con un drumming fluido, mai ridondante, e capace di offrire una trama ritmica sempre in trasformazione. Calvaire ha brillato sia come accompagnatore che nei suoi assoli, dove ha mescolato precisione, inventiva e intensità emotiva. E poi, naturalmente, Dave Holland: solido, essenziale, creativo. Con il suo contrabbasso ha tenuto saldamente le redini dell’intero impianto sonoro, passando da linee di basso profondamente radicate a momenti di apertura e respiro. Holland non è solo un formidabile strumentista, ma anche un architetto del suono, capace di costruire ambienti musicali che si muovono tra rigore e libertà, scrittura e improvvisazione. Il pubblico della Casa del Jazz ha accolto con calore ed entusiasmo la performance, premiando con applausi sinceri una musica complessa ma coinvolgente, che riesce a parlare in modo diretto pur mantenendo una profonda ricercatezza espressiva. Ancora una volta, Holland si conferma artista dal fiuto infallibile per i talenti e dalla straordinaria capacità di reinventarsi, rimanendo fedele alla propria visione musicale. Il suo approccio, mutuato forse anche dall’esperienza con Miles Davis, è quello di circondarsi di musicisti giovani, innovativi e affini nel linguaggio, dando vita a ensemble che sono veri e propri laboratori di idee. Dopo questa esibizione vibrante e raffinata, cresce l’attesa per una possibile pubblicazione discografica ufficiale del progetto Kismet nella sua formazione completa. Intanto, il trio ha dimostrato che la musica di Dave Holland è ancora oggi, a distanza di decenni, una fonte inesauribile di ispirazione e vitalità creativa.
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Dave Holland: Contrabasso Chris Potter: Sassofono, clarinetto basso Obed Calvaire: Drums
Data: 19/07/2025 Luogo: Roma - Casa del Jazz Genere: Jazz

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