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Vincenzo ha paura, coltiva dubbi ed incertezze e si sente perso e debole. E' appena uscito di prigione, inaspettatamente. Come sanno i suoi "amici"... Un Antonio Grosso in grande spolvero tratteggia un personaggio tormentato, perso nelle conseguenze di scelte infauste che lo hanno portato all'unica soluzione possibile, fatta di una valigia da chiudere in fretta. Forse troppo. L'attore principale ha una mirabile presenza di spirito e di immedesimazione nel personaggio, finanche nell'utilizzo del dialetto napoletano, talmente profonda che quando la esclamazione infelice "non si capisce" di una spettatrice si staglia in un attimo di silenzio, immediatamente Grosso replica secco " simm' a napule signò!" riannodando all'istante l'attenzione dell'uditorio non senza suscitare una ilarità generale.
La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 11 maggio 2025. |
L'imparata di Roberto Iannucci regia Felice Della Corte compagnia Mania Teatro con Teresa Del Vecchio Antonio Grosso Antonello Pascale Marika De ChiaraL'imparata è un dramma intenso che racconta la storia di un uomo di camorra, uscito anticipatamente dal carcere, sospettato dai suoi simili di essere un collaboratore di giustizia. La sua fuga imminente è ostacolata dalla madre e dalla moglie determinate a fargli cambiare idea. La regia di Felice Della Corte e le interpretazioni di Teresa Del Vecchio, Antonio Grosso, Antonello Pascale e Marika De Chiara danno vita a un racconto di tensione e conflitto familiare.
Teatro Nino Manfredi |










