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L'opera in questione - che riunisce alcuni dei musicisti blasonati che erano comparsi in "Premonition", disco solista dello stesso Paul McCandless, pubblicato nel 1992 - attinge da vari concerti estivi di quello stesso anno: 8 brani sono estratti dalle performance tenute al Kimball's East di Oakland, in California nei giorni 21-23 agosto 1992; due brani ("Last Bloom" e "Tail Wind") provengono dall'esecuzione del precedente 4 luglio al Montreal Jazz Festival, presso il Théâtre Maisonneuve di Montreal, in Quebec. Il disco ha una durata complessiva di circa 72 minuti e vede la massiccia presenza di brani firmati da McCandless stesso: 4 estratti dal citato "Premonition" ("Robin", "Punch", "Last Bloom", "Rainland"), e 3 ("The Marvelous Harlequin Duck", "Cloudy This Morning", "Tail Wind" prelevati da "del 1988, sempre a suo nome; a questi si aggiungono "Free", mera improvvisazione accreditata ai 5 artisti, e due preziosi brani firmati da Mays, in forza del suo ruolo di cosciente protagonista, e mai di semplice comprimario (ne abbiamo largamente parlato recensendo "Lab '75", primo disco in assoluto che lo ospita): "Slink", tratto dal suo omonimo album del 1986, e "Hard Eights", all'epoca inedito, poi confluito in "Fictionary", pubblicato nel 1993. Nella particolare composizione organica priva di chitarrista e sublimata dalla presenza di due tastieristi, il quintetto accreditato a McCandless riusce a richiamare sia la rarefatta e intricata attitudine degli Oregon (di cui avevano fatto parte lo stesso fiatista e, dalla fine degli anni '90, Mark Walker), sia le sonorità armoniose e romantiche tipiche del Pat Metheny Group (da cui provenivano Lyle Mays e Steve Robdy); fanno eccezione i brani "Punch", di determinata impronta fusion, "The Marvelous Harlequin Duck", tipizzato da un finale ritmico di stampo fin troppo modernista, e "Free", libera improvvisazione a vocazione disarmonica. Concludendo, quest'opera è consigliatissima in particolare ai fan del pluricitato Lyle Mays, non soltanto giusta presenza dei due brani estratti dalla sua discografia, ma anche in considerazione della sua prestazione, ancora una volta di particolare e rara maestria. NB: per gli appassionati di Lyle Mays, si consiglia la lettura dei seguenti articoli: l'articolo monografico "Lo specchio del cuore" e l'analisi dettagliata della discografia di Woody Herman con l'ospitata del tastierista. |
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