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Analizziamo allora questa penna torinese. Da un punto di vista musicale, il disco palesa un approccio minimalista: la ritmica è predomanante e le note sono prevalentemente affidate ad un piano ricorrente, mentre più di rado si ricorre ad atmosfere giocate su suoni campionati. Questo approccio quasi trasversale permette comunque di percorrere una range sonoro interessante: ci sono le tinte noir di "Successo", le divagazioni vagamente acid jazz di "Via", "Ricordi" e "Interludio", le incursioni proto dub di "Outro III", le aperture solari di una "Una Storia", unica "ballata" dell'intero lavoro. Certo, l'assenza di un basso pesa molto in un lavoro prevalentemente ritmico, ma la forza di questo lavoro, come in molte altre cose rap, va ricercata nei messaggi testuali. In tal senso, l'opera si evolve estremamente chiara negli intenti: scrivere per il cittadino, criticare l’immobilismo social(e) che annienta un’intera realtà... L’inadeguatezza che il rapper sente rispetto a ciò che egli vede in giro è qualcosa che non lo lascia mai e, anzi, sembra aiutarlo a trasferire l’angoscia che prova nel personale. È sempre più evidente che la crisi di mezza età stia diventando una crisi dei vent’anni, almeno per “una generazione di delusi”, nata proprio da una mancanza fondamentale che lo stesso artista sente e critica. 1 44 9 8 rende esplicito il dramma dell’ultima generazione di primi adulti: “l’esempio che cercavi forse non esiste più o forse non è mai esistito”. È su questo che si fonda tutto il resto. Due parole sulla grafica: la copertina manifesta un contesto indefinito, tratteggiato da una nebbia avvolgente, contribuendo a costruire un'atmosfera quasi plumbea, peraltro in linea con alcuni dei testi proposti; l'inserto offre un contrasto interessante, giusta vocazione giovanile, affidata a colori accesi, pur con sguardo rivolto alla realtà urbanistica. Infine, va assolutamente premiata la scelta di affidarsi ad un formato decisamente dispendioso da realizzare, il vinile, unico supporto fisico prescelto, testimonianza di una tangibilità della musica che non può e non deve essere sottratta ai fruitori della musica.
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Testi: Lorenzo Zuliani (1 44 9 8) Anno: 2026 Tracklist:
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