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Oltre al citato brano della durata di quasi otto minuti e mezzo, vengono proposti sette composizioni che spaziano dal progressive (o meglio dark progressive), al gothic, non rinunciando gli approcci più propriamente metal e spaziando anche nella fusion (riscontrabile in "La Strega davanti al mio specchio"). Ciò che colpisce sin dai primi ascolti sono l'elevata capacità creativa e il minuzioso lavoro espletato in sede di registrazione, ponendo di diritto "Bloody Rose" tra le migliori uscite discografiche del 2026. La band è collaudata e l'apporto del nuovo bassista Paolo Tempesta, già messosi in evidenza in "Deception", risulta di notevole spessore qualitativo. Paolo, peraltro, si è occupato della produzione, mixaggio e masterizzazione con eccelenti risultati. Numerose le collaborazioni esterne tra le quali citiamo quella del sassofonista Pasquale De Luca in "La Strega davanti al mio specchio" ed Enzo Torrano all'organo Hammond in "In My Loneliness". Le parti di batteria sono in larga parte digitalizzate, sempre sotto l'egida di Paolo Tempesta, eccezion fatta per "Deception" e per la suite "All My Sins" nelle sezioni "Star of the Sea", "Footspteps" e "Over the Rain" che vedono alle pelli Alessandra Bersiani. La colonna portante degli Alchem è composta dall'inossidabile duo Pierpaolo Capuano, valente e brillante chitarrista, e Annalisa Belli che con la sua voce morbida, profonda, gradevole e a dir poco perfetta (a suo agio sia nel cantatoi in inglese, sia in italiano), ci concuce senza paura come una sorta di Virgilio nelle parti più recondite dell'animo umano. Non si ravvisano cali di tensione o riempitivi nemmeno a cercarli con il lanternino a partire dalla lunga e travolgente "All My Sins", divisa in sei parti, passando per la strumentale "The Moon" (nella quale la Belli si esibisce in mirabili vocalizzi). fino alla conclusiva commovente e melodiosa "Come un film in bianco e nero". Sebbene si riscontrino inevitabili influenze di band note come Tool, Amorphis, Anathema, Epica, Nightwish, quello che contraddistnigue gli Alchem è l'incrollabile desiderio di proporre qualcosa di vero, genuino non necessariamente derivativo da altri cliché compositivi. Forse è il più bel complimento che si possa fare per questa validissima formazione tricolore. |
Annalisa Belli: Voice, Melodies, Lyrics, Piano Alessandro Verginelli: Guitar solo on “Deception” & “Alembic”
01 – All my Sins 12:56
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