|
Discorso diverso, invece, in ordine alla musica che, a mio modesto avviso, si qualifica quale vera e propria eccellenza della compagine oscura e decelerata della penisola. Gli Abyssian dimostrano di essere perfettamente in grado di emergere in un panorama desolante in cui, se va bene, il riff portante è efficace ma viene ripetuto ab libitum, inevitabilmente traghettando l'ascoltatore, se non in direzione dello sbadiglio, quantomeno verso la distrazione più assoluta. In tal senso, la suite “Let Me Die Under The Stars” manifesta in termini oltremodo dinamici la pesantezza distorta di chitarre plumbee, una certa malinconia di fondo ed echi di un black metal viscerale. Vale la pena, peraltro, sottolineare anche il lavoro dietro le pelli svolto da Daniele Ferru, un batterista che, chiaramente formatosi in un contesto thrash (perlomeno, questo è ciò che ci suggeriscono i mid-tempo e le accelerazioni che egli alterna repentinamente nel citato, lungo brano), sceglie talvolta di operare congiuntamente ad una drum machine conseguendo risultati assai interessanti. Completano la tracklist “Back To Tilmun + AD 2026”, ove emerge l'amore incondizionato del combo verso maestri dell'archetipo black metal quali Celtic Frost e Venom, giusto per citarne un paio, e la inaspettata cover di “Avalon”, dei Roxy Music, ove i nostri ostentano nerbo assoluto mostrando il corretto modus operandi da adottare quando si vuole rivisitare in chiave heavy un brano pop. In sintesi, quest'opera ostenta una costruzione dei brani piuttosto articolata e mai banale che testimonia l'ostinata volontà di distaccarsi dai cliché usuali dello specifico genere; in altre parole, il quartetto è in grado di operare in termini assolutamente personali, manifestando la capacità di traguardare la novità laddove nessuno si aspetta di stupirsi ancora. |
Umberto Vono: Vocals Anno: 2026
|










