|
L'organico - che dal 2009, in concomitanza con l'uscita dell'album "Il nome del vento", ha arricchito il proprio nome con la glossa "International PROGressive Group" - vede la presenza degli storici Ettore Vigo e Martin Grice ed ha recentemente beneficiato del cambio del batterista. Già con il titolo, "Sesta Strada lungo il Tempo", il gruppo gioca a carte scoperte, evocando un viaggio musicale in territorio immaginifico che, volendo personalizzare, abbraccia la bellezza di sei decenni. Il brano di apertura, "Schiavo della Viltà", una suite che lambisce i 22 minuti, può senz'altro essere contrassegnato come il manifesto dell'opera intera, se non come (nuovo) vessillo del gruppo stesso. Questa direzione non è di certo vanificata nei brani presenti nel secondo lato: "Io Clochard" e "Il riposo del pirata" prendono direzioni appena trasversali, apparentemente lambendo il format dell'opera rock, mentre "Parole nel Vento" presenta passaggi strumentali piuttosto enfatici e coinvolgenti. In ogni caso, in tutti i brani la causa progressiva è sublimata a dovere, con una voce solista che passa indistintamente dal cantato al narrato, fiati a tratti protagonisti, tastiere riccamente presenti. "Della strada il ritorno" è l'unico episodio strumentale che opera magnificamente in territorio quasi jazz-rock con un Martin Grice incredibilmente protagonista, supportato dalla chitarra solista piuttosto esemplare di Michele Cusato. In conclusione, quest'opera, la terza in studio da quando il gruppo si è ricostituito, dimostra un'inaspettata vitalità e aggiunge un tassello importante al repertorio progressivo nazionale, con animo scevro da qualsiasi intento dimostrativo e sguardo rivolto al passato in termini volutamente commemorativi. |
Ettore Vigo: keyboards, backing vocals Anno: 2026
|










