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Dopo Julia And The Roofers, trio doom forte di due album pubblicati nel biennio 2021-2022, la cantante Julia dà vita ad un nuovo terzetto, Sarvaega, che naviga prendendo a riferimento le medesime coordinate del progetto precedente. "Postumo", opera prima dell'artista, che qui adotta lo pseudonimo che forgia anche il nome del gruppo, è stata presentata il 5 giugno scorso alla seconda edizione dell’Ars Metal Mentis Doomfest di Genova, evento dedicato al compianto Mario “The Black” Di Donato. Nove pezzi di heavy rock perfettamente in bilico tra gothic e doom che eleva Black Sabbath, Type O Negative, Cathedral, Paul Chain a indiscusso punto di riferimento.Atmosfere plumbee, in un alveo generalmente drammatico, che prendono anche direzioni del tutto trasversali, per lo specifico genere: al riguardo, vale la pena citare le influenze psych lambite in “Pain”, le ascendenze trascendentali suggerite da un sitar ipnotico in “Summer (seems so easy)”, i contesti eterei ed impalpabili di “Love will shed a tear”, il synth di stampo mistico che connota "+ (Corpo)”. “Black Sabbath” è la cover che nessuno si aspetta: non il pezzo del noto gruppo di Birmingham, bensì l’omonimo degli statunitensi Coven (nelle cui fila, curiosamente, militava il bassista Oz Osborne). Concludendo, “Postumo” abbraccia in termini esemplari la causa della liturgia sonora, tra misticismo ancestrale e rito crepuscolare, nell'alveo di una consolidata tradizione suggestiva a vocazione prevalentemente oscura ed evocativa. |
Sarvaega – voce e basso Come to the end The rope Summer (seems so easy) Pain Bones Down in the net Love will shed a tear Black Sabbath + (Corpo)
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