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Le premesse erano confortanti viste le qualità del potente e aggressivo singolo "Break the Silence" e non sono andate di certo deluse. Le sette tracce che compongono il disco si contraddistinguono per versatilità, ispirazione ed eterogeneità, permanendo su uno stile che fa riferimento all’heavy metal più tradizionale (Saxon, Judas Priest, Motörhead, tanto per intenderci) riproposto in una veste più moderna. L’aspetto peculiare è costituito dall’elevata qualità del sound, non così scontata, che palesa la cura con cui è stato registrato questo lavoro. Anche a livello testuale si denotano serietà e maturità. Citiamo a titolo esemplificativo "17" (il brano migliore del lotto che potrebbe ben figurare su un album dei Metallica dell’ultimo ventennio). Le liriche sono profonte, incentrate sulla libertà dell’individuo, il rifiuto degli obblighi dettati dall’alto e delle verità assolute come quelle imposte dalle religioni. Forse il difetto maggiore di "The Eternal Instant" è l’eccessiva brevità, trentadue minuti scarsi, e si arriva troppo presto alla fine a fronte di un songwriting che non ha nulla da invidiare al mercato estero. La band picchia duro, ma sa mostrare di essere di livello anche nel contesto di approcci inclini alla melodia come nel caso della brillante ed evocativa "Holy Melancholy". La line up dei Serpent Circle è composta da musicisti che vantano pregresse esperienze sapientemente canalizzate in un unico percorso sonoro coerente e privo di sbavature: il risultato è ottimo! Non resta che attendere gli sviluppi di quella che potrebbe essere una carriera artistica di ragguardevole levatura. |
Giuseppe Falasca: Voce Anno: 2026
01 – Break the Silence
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