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Giungono al debutto gli statunitensi Quadrature, formazione chiamata a raccogliere la pesante eredità dei Brooklyn Raga Massive, di cui rappresenta a tutti gli effetti una costola. Le premesse potevano far pensare a una semplice continuazione del discorso interrotto dalla band madre, ma il quartetto dimostra fin dalle prime battute di voler tracciare un percorso autonomo. Il lavoro si inserisce perfettamente in quel raffinato connubio tra jazz e tradizione classica indiana che avevamo già imparato ad apprezzare, ma i Quadrature deviano la rotta introducendo un tocco decisamente personale, marcatamente orientato verso certe sonorità space rock di matrice anni Novanta.
L'operazione nostalgia è scongiurata grazie a un'intelligente riscrittura delle influenze. Se una certa tendenza psichedelica è connaturata al concetto stesso di raga e alle sue dilatazioni temporali, l'inserimento di massicce dosi di blues sporca la materia prima, rendendo l'impatto lisergico ancora più evidente e materico. A stupire è soprattutto l'attitudine quasi da kosmische musik che anima i musicisti: i brani fluttuano come suite cosmiche, sorrette da una costante tensione spirituale. In questo quadro, la componente jazz non scompare affatto, ma subisce una mutazione: rispetto al passato è meno pervasiva, emergendo più a livello di arrangiamento che come struttura portante dei brani. La performance dei musicisti rappresenta senza dubbio uno dei punti di forza più cristallini di questa release. L'interazione tra gli elementi è magnetica: il drumming raffinato, geometrico ma a tratti quasi tribale di Tripp Dudley si incontra e si scontra perfettamente con la firebird trumpet acida e viscerale di Indofunk Satish e col sitar sontuosamente suonato da Neel Murgai. Il risultato è un vortice sonoro avvolgente e dinamico, una tempesta strumentale che non può lasciare indifferenti e che valorizza al meglio l'alchimia del quartetto, e questo è evidente persino nelle tracce meno ispirate a livello di songwriting ("Mother Durga"). L'unico appunto che si può muovere a un'operazione per il resto perfettamente riuscita riguarda invece l'aspetto visivo e materiale del prodotto: il packaging offerto dalla Deko Entertainment si rivela purtroppo abbastanza povero e anonimo. Sebbene questa scelta estetica minimale sia, a ben vedere, in linea con l'attitudine low-profile della band, un lavoro di questa portata sonora avrebbe certamente meritato una veste grafica più curata e accattivante. Ci troviamo comunque di fronte a un debutto coraggioso e di elevata qualità, capace di proiettare la tradizione raga-jazz direttamente nello spazio profondo.
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Neel Murgai: sitar Indofunk Satish: tromba firebird Damon Banks: basso Tripp Dudley: batteria
Data: 2026 Label: Deko Entertainment Genere: jazz, blues, space rock, raga
Tracklist: 01. Charukeshi Constant 02. Spaghetti Eastern 03. Metagalatic Space 04. Mother Durga 05. Morning Time 06. Black Hole Blues

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