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Baco di Silenzio
La caratura delle penisole

Con “La Caratura delle Penisole”, Baco Di Silenzio sceglie un approccio cantautorale, di alto livello, enfatizzando gli aspetti teatrali ed emotivi pur mantenendo, a sprazzi, quegli inserti musicali progressive che si erano incontrati ed elogiati nei precedenti lavori.

Come dovreste sapere, dietro il progetto c’è Salvatore Scuderi, artista siciliano capace di trasformare ogni brano in un racconto intenso dove le parole e l’interpretazione vocale sembrano vivere un mondo a sé rispetto una scrittura musicale sopraffina e mai banale; la melodia si intreccia e si scontra con le note scavando nel profondo una scultura che solo alla fine è rivelata.
La Caratura delle Penisole” è un disco tutt’altro che immediato, nonostante l’impressione iniziale possa suggerire il contrario. È un lavoro che richiede tempo, ascolti ripetuti e una certa disponibilità ad abitarne i dettagli prima di rivelarsi davvero.
Il primo elemento che emerge è senza dubbio la voce di Scuderi: una presenza capace di fondere potenza e fragilità, nitidezza espressiva e tensione quasi metafisica. Il canto si spinge talvolta verso ricercate dissonanze, usate con intelligenza per creare un equilibrio dinamico tra enfasi e delicatezza, soprattutto nei momenti più narrativi dei brani. Il secondo livello di lettura riguarda invece l’impianto musicale, che costruisce un paesaggio sonoro accattivante e coinvolgente senza mai sovrastare la componente vocale. Tutto appare calibrato con grande equilibrio: le tastiere guidano il tessuto armonico, sostenute dagli intrecci chitarristici e da una sezione ritmica metronomica, precisa e solidissima. Rispetto al precedente “Aquile e cieli”, il suono risulta più compatto e coeso, pur mantenendo quella raffinata matrice di pop d’autore contaminata da aperture prog-rock.
L’album si sviluppa attraverso dodici brani uniti da un filo tematico che indaga l’interiorità umana, i legami, le fragilità e le possibilità dell’esistenza. Ogni traccia sembra un frammento di vita sospeso tra ricordo e possibilità.
Tra gli episodi più riusciti spiccano “Cuori Umani” e “Oltre lo specchio”. La prima, una suite di oltre nove minuti, si apre in modo struggente: la ripetizione delle cellule musicali genera un senso di attesa irrisolta, quasi di incompiutezza, che trova finalmente respiro nell’ingresso della voce. Da lì il brano si trasforma in una sorta di poema sonoro capace di riconciliare tensione e sollievo. Il rock che ne costituisce l’ossatura viene talvolta confinato in suggestivi spazi cameristici grazie all’uso raffinato degli archi e al loro pulsare organico.
Oltre lo specchio”, invece, supera i tredici minuti ed è un continuo mutare di forme e atmosfere. Parte con un pomp-rock energico e rigoroso, per poi aprirsi a passaggi più delicati dove flauto, chitarra e tastiere dialogano in fraseggi prog ricchi di cambi di ritmo. Il ritorno finale alla grandiosità della chitarra elettrica e alle sonorità anni Settanta — con organo e mellotron a insinuarsi nel tessuto sonoro — dona al pezzo un respiro epico e visionario. Il testo, profondamente esperienziale, accompagna questo viaggio musicale verso una sorta di rinascita interiore, una nuova alba. Grandissimo.
Anche il resto della tracklist mantiene un livello notevole: “Mare Sugli Occhi” introduce il disco con nove minuti di evocazioni e sfumature malinconiche; “Lighea” è una ballad acustica intima ed elegante, sorretta da un raffinato lavoro chitarristico; mentre “Luce di maggio”, delicata e luminosa, è uno dei vari piccoli gioielli dedicati alla propria terra che fanno da collante tra le suite.
La Caratura delle Penisole” è dunque un album che non cerca il consenso immediato. Cresce lentamente, quasi in modo carsico, lasciando emergere immagini e sensazioni sempre nuove a ogni ascolto, come in un grande caleidoscopio emotivo. È un’opera che preferisce suggerire piuttosto che imporsi, parlando un linguaggio personale, riconoscibile e profondamente autentico.








Baco Dì Silenzio (Salvatore Scuderi): effetti, voce, composizione, testi

Con:
Maurizio Antonini: batteria (1,2,4,6,7,10,11)
Roberto Pace; basso (1,3-7,10,11)
Abramo Riti: tastiere e piano (1,2,4-7,10-12)
Gianluca Amabili: chitarre (1,3,6)
Davide Bonomo: flauto (1,10,11)
Breno Machado: chitarre (7,10)
Emanuele Filippi: tastiere e piano (1,4)
Manuel Morais: piano (8,9)
Sergio Rabello: violini (1,4)
Roberto Giannì: tastiere e piano (10)
Dario Giannì: basso (2)
Lorenzo Giannì: chitarre (2)
Filippo Rosati: chitarre (11)
Michele Caccavale: chitarre (4)

Anno: 2026
Label: Self
Genere: cantautorato, prog-rock

tracklist:

1. Mare Sugli Occhi (8:09)
2. Cosmopolite (4:39)
3. Lighea (6:59)
4. Cuori Umani (9:53)
5. Tutti Siamo Giulia (2:51)
6. Luce di Maggio (3:53)
7. Pioggia Senza Voce (5:12)
8. Ovunque Amare la Vita (2:20)
9. Marionette (3:18)
10. Nelle Mani un Dipinto (6:29)
11. Oltre lo Specchio (13:03)
12. Attimi Eterni (1:55)





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