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Deception Store
Osmosis



Se il primo album dei Deception Store era un concept capace di mettere in scena i sogni, le illusioni dell’uomo e le derive che ne conseguono, questo Osmosis ne rappresenta il naturale contraccolpo: cosa resta quando il sogno si incrina, quando i gettoni finiscono, quando la sala giochi chiude e l’inganno non basta più?.

Marco Pantozzi - deus ex machina del progetto - che nel debutto aveva costruito un mosaico di aspirazioni umane sospese tra romanticismo e autodistruzione, qui sembra voler tirare le fila del discorso. Non siamo più dentro l’emporio: siamo fuori, in una realtà più spoglia, meno metaforica, ma forse ancora più inquietante.
Dal punto di vista musicale, il lavoro prosegue lungo le coordinate del primo album: un cantautorato colto fatto di canzoni con influenze ancorate al progressive degli anni ’70, soprattutto nelle parti soliste e strumentali. Si avverte l’ombra lunga dei Pink Floyd (Waters) più narrativi, ma all’interno di un suono che si fa compatto e meno dispersivo. Dove il debutto indulgeva in una certa varietà stilistica, qui emerge una coerenza timbrica più marcata: un flusso continuo e omogeneo di suoni ed atmosfere che raramente si allontana dalla dimensione melodica pacata. Le tastiere di Vincenzo Ricca e Joe Chiericati disegnano paesaggi crepuscolari, di semplice e diretta fruizione, mentre le chitarre di Gian Marco Mento e Mike Frajria contribuiscono all’intimità del linguaggio usando sottrazione e tensione.
La vera sorpresa è però nella scrittura. Pantozzi, forte dell’esperienza precedente, sembra aver acquisito maggiore sicurezza nel raccontare le sue storie. I testi sono meno didascalici e più introspettivi, e risultano particolarmente efficaci quando rinunciano a spiegare troppo, lasciando emergere — anche attraverso metafore legate all’emozione — un senso di fragilità più autentico.
Tra i momenti più riusciti spicca l’apertura affidata alla strumentale “Behind the Window, una composizione ampia e stratificata che introduce perfettamente il mood dell’intero disco: una musica avvolgente, placida e raffinata, capace di accompagnare l’ascoltatore senza mai imporsi con forza. Di seguito gli altri brani che, se da un lato riescono a scalfire la pigrizia dell’ascoltatore – come la bella e lunatica “Mare Tranquillitatis”, dall’altro talvolta non riescono a distinguersi anche se sempre mantenendo un perfetto equilibrio tra atmosfera e sviluppo narrativo: in alcuni passaggi il disco rischia di appesantirsi sotto il peso della sua ambizione concettuale, e qualche sezione strumentale si dilunga più del necessario, sfiorando talvolta soluzioni vicine a un certo pop di impronta sanremese. Un limite che appare però quasi inevitabile in un lavoro che sceglie consapevolmente la via del cantautorato d’autore, con tutte le sue potenzialità e le sue fragilità. Tra le cose maggiormente positive c’è la sezione ritmica — con Gigi Cavalli Cocchi e Riccardo Dallagiovanna — che guadagna spazio e personalità, contribuendo a rendere il disco meno “progetto” e più “band”; ed è forse questo il cambiamento più significativo: i Deception Store oggi suonano come un gruppo vero, con una propria identità nonostante la scelta della forma canzone.
Più complesso, invece, il discorso legato alla voce dello stesso Marco Pantozzi: non sempre sembra perfettamente centrata rispetto al peso espressivo dei testi, che restano una componente fondamentale del progetto. Non mancano, tuttavia, momenti riusciti, come il dialogo con Arianna Caviati in “Raccontami di te”, vero e proprio controcanto emotivo che arricchisce il brano. Un piccolo appunto anche sulla grafica di copertina: molto curata e suggestiva, ma non del tutto allineata ai contenuti del disco. Potrebbe essere, forse, un ulteriore ‘inganno’ orchestrato dall’autore?”
In definitiva, Osmosis è un seguito che non cerca di replicare il debutto, ma di metterlo in discussione. Dove il primo disco sognava, questo riflette; dove costruiva illusioni, qui se ne osservano le conseguenze.

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Deception Store: - Osmosis

Marco Pantozzi: voce (2,3,4,5,6,8,9,10)
Luca Alberrtazzi: voce (5)
Arianna Caviati: voce (10)
Daniela Scarlatti: voce (6)
Vincenzo ricca: piano e tastiere (1,2,5,7)
Max Repetto: piano e tastiere (3,9)
Joe Chiericati: piano e tastiere (8,10)
Marco Pantozzi: piano e tastiere (4,6)
Claudio Buraglio: piano e tastiere (6)
Gian Maria Mento: chitarre (1,2,3,4,5,6,8,9,10)
Mike Frajria: piano e tastiere (8)
Nicolò Magistrali: basso (1,2,3,4,5,9) 
Tiziano Boccellari: basso (6,8,10)
Gigi Cavalli Cocchi: batteria (1,6,8,10)
Max Ghioni: batteria (5)
Riccardo Dallagiovanna: batteria (2,3,4,9)
Lorenzo Trecordi: flauto traverso (1,10)
Claudia "Claire" Ursino: cori (3,4)

Year: 2026
Label: Ma.Ra.Cash
Genere:  Cantautore, pop

Tracklist:
01. Behind the window
02. Mare tranquillitatis
03. Partire
04. Fantasie pindariche
05. Arrebìndersi mai
06. L'emporio dell'inganno
07. Norvegian fjord
08. Panta rei
09. La risposta a tutto
10. Raccontami di te




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