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Leonero
Monitor

"Monitor", secondo album di Leonero, al secolo Gianni Leone, viene oggi ristampato in cd e lp per conto della Black Widow, con la quale l'artista ha già avviato da tempo una proficua collaborazione sul fronte Balletto di Bronzo (a nome di questi ultimi, infatti, la label genovese ha pubblicato "The Official Bootleg" e soprattutto "Lemures", attesissimo album in studio).

Con questo lavoro, il musicista vira trasversalmente rispetto al passato, adottando nuovi e più moderni linguaggi in maniera assai decisa. Ed infatti, "Monitor" rappresenta una spaccatura netta con il passato, ancor più di "Vero", sua prima fatica solista, ove il prog non era del tutto abiurato: l'artista napoletano scaccia dal suo substrato artistico le tastiere sontuose con cui si era fatto conoscere, elimina la compagine dark dal suo sound, abbandona totalmente la formula elaborata e complessa della suite, ampiamente utilizzata in "YS", abbracciando i suoni della new wave e del synth pop, uniti ad un approccio sobrio che sposa in toto la formula canzone.
Devo doverosamente precisare che non ho molta familiarità con l'alveo sonoro appena descritto, per cui, verosimilmente, sono tra i meno indicati a recensire un'opera, come questa, che naviga gagliardamente proprio in un siffatto contesto musicale.
Per questo motivo, ometto ogni commento con riguardo al lato due del disco, vale a dire i brani 7-11 (i quali, spalmati su voce, keyboards e rhythm box, poggiano interamente le basi su un suono scarno e una certa sintetica attitudine, quasi ad eleggere come punto di riferimento i Devo più minimalistici e caricaturali), concentrandomi maggiormente sui 6 brani iniziali, che offrono spunti assai interessanti: "Strada", ad esempio, è il pezzo perfetto con cui aprire un album degli anni '80, in grado di unire magistralmente nuove attitudini e ascendenze rock piuttosto sferzanti, pur mitigate da chiare influenze new wave; lo strumentale "Segmento" riprende quanto espresso da David Bowie in "Fame", ma lo filtra secondo l'ottica dei Crimson anni '80, mentre "Piangi con me" sembra anticipare di due anni quanto profuso, tra gli altri, da Alberto Camerini in "Tanz Bambolina"; vanno assolutamente citate le cadenze quasi ossessive di "Anaconda" che esprimono chiaramente tormenti ed incubi tipici della vita notturna di quegli anni; ho volutamente ignorato "Optical Surf Beat" e "LeoNero Messa Beat", due intermezzi che, pur intrigranti, paiono più vicini ai divertissement estemporanei piuttosto che esprimere l'organicità dei brani veri e propri, anche in ragione di una brevità quasi esasperata.
Così descritta, la ristampa che qui ci occupa è resa più accattivante grazie al recupero di 4 bonus tracks che faranno la gioia degli amanti del genere: "Tell Me Why" e "Il Nuovo Mondo" in versioni alternative, "Stanchiamoci Insieme" e "Un'eccitazione Nuova", anch'essi pubblicati nel 1982 ma soltanto nel formato 45 giri.




Gianni Leone – vocals, organ, electric piano, additional drums, temple blocks, gpng, slide guitar
with the Optical Band (tracks 1-6)
Steve Hufsteter - guitars
Scott Lipsker - bass
Steve Sykes - guitar
Tony Bruke - drums (tracks 1, 3)
Chalo Quintana - drums (tracks 2, 4, 5, 6)

Anno: 2025 
Label: Black Widow Records
Genere: pop, synth rock.

tracklist
1 Strada 4:20
2 Segmento 2:28
3 Piangi Con Me 4:58
4 Optical Surf Beat 1:40
5 Anaconda 4:52
6 LeoNero Messa Beat 1:21
7 Volpe Robot 4:06
8 Il Nuovo Mondo 3:30
9 No, No, No, No 3:02
10 Tell Me Why 3:11
11 Abat-Jour 3:23
12 Ne' Ieri Ne' Domani 5:05
bonus tracks
13 Tell Me Why (second version) 4:30
14 Il Nuovo Mondo (re-edit) 4:46
15 Stanchiamoci Insieme 5:46
16 Un'Eccitazione Nuova 4:36

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