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Woda Woda
L'Ultimo Testamento


Non difetta certamente il coraggio, agli alessandrini Woda Woda, qui al loro esordio sulla lunga distanza: perché sappiamo bene quanto sia difficile e raro imbattersi in un disco hard 'n' heavy cantato interamente in lingua italiana (quasi, se si esclude la francamente trascurabile closing track "Lady Mazikeen") .

I testi scaturiti dalla penna del roccioso vocalist Max “Lucifer” Montecucco, del resto, rappresentano senz'altro uno dei punti di forza della proposta, metricamente ben impostati e abbastanza variegati nei temi, con un concept che, seppur non freschissimo nei temi, riesce a essere portato avanti con un piglio sufficientemente sornione.
Musicalmente, la proposta della band può essere assimilata a quella dei Vanadium più hard rock, con qualche influenza proveniente dal mondo hardcore punk (si ascoltino "Asfalto" e soprattutto, i cori e l'uptempo di "Vola la mia prua"). 
E se in "Asmodeus", oppure nella già citata "Asfalto", non si colgono particolari guizzi d'ingegno, sia pure all'interno di un panorama altamente codificato come quello hard'n'heavy (è vero che le tracce traggono beneficio dal minutaggio assai breve, che riesce a metterne in risalto il carattere in your face, come è vero che non può non avvertirsi un'eccessiva convenzionalità nel songwriting), a pareggiare i conti soccorre la grande prova alla chitarra solista di Enrico "Behemoth" Masini, dotato del giusto gusto melodico e di una perfetta conoscenza degli stilemi del genere (si ascolti "La chiave del caos", probabilmente il brano migliore del lotto, o la riuscita "I viali dell'inferno").
La sezione ritmica, composta dal bassista Ansel “Asmodeus” D’Angelo al basso e Andrea “Leviathan” Mazza alla batteria, con il fondamentale supporto di Alessio “Samael” Lanza alla chitarra ritmica, è dinamica e grintosa al punto giusto; mentre il già menzionato singer, pur senza eccellere sotto il profilo tecnico, riesce ad offrire l'impatto necessario a una release di questo tipo.
La produzione dell'album è senz'altro professionale, genuina e non eccessivamente sporca, anche se talvolta si nota una certa tendenza della sezione ritmica a sovrastare la chitarra solista.
Un'ultima notazione dev'essere dedicata all'intro, dichiarazione di intenti altisonante ma che rischia di scivolare nel ridicolo involontario con i suoi proclami che sanno vagamente di satanismo filosofico un po' stantio.




Max “Lucifer” Montecucco: voce
Enrico “Behemoth” Masini: chitarra solista
Alessio “Samael” Lanza: chitarra ritmica
Ansel “Asmodeus” D’Angelo: basso
Andrea “Leviathan” Mazza: batteria

Anno: 2025

Label: Sorry Mom
Genere: Hard Rock

Tracklist:
01. Intro
02. Serial Killer
03. La chiave del caos
04. Asfalto
05. Vola la mia prua
06. I viali dell'inferno
07. Asmodeus
08. Lucifer
09. Veleno
10. Lady Mazikeen



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