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Nelle dieci tracce dell’album, l’artista ricerca il senso del sé, smarrito nella frenesia della vita quotidiana contemporanea. È come se questi brani, lentamente, ci stiano conducendo ad un viaggio alla riscoperta della libertà perduta - intesa come necessità di esistere senza prerogative precise. “Cercando di ritrovare quella connessione che una volta era tutto e ora è solo un’illusione”, così recita "Volti stanchi", il settimo componimento. L’essenza emotiva dell’album è tutta concentrata in questo desiderio di rallentare, di sottrarsi al caos e alla velocità imposta dalla vita che conduciamo. Questo disco rappresenta il terzo dell’autore, dopo In Cinque Secondi e Il Suono del Secolo, e due EP precedenti. Si configura come un esperimento che incorpora tutti i generi che hanno creato lo stile distintivo di Tosello: il cantautorato italiano, l’indie e il pop, l’alt rock e il britpop anni ‘90. I testi, intensi, mirano a stuzzicare la natura esistenziale di ognuno di noi; gli arrangiamenti si muovono tra la leggerezza del pop e l’intensità del groove. In ogni brano la melodia è sempre ravvivata da una frizzante sezione di fiati dal suono molto progressive. Da segnalare le due collaborazioni: la voce di Edda in “Salto nel vuoto” e l’elettrizzante chitarra di Mao in “Volti stanchi”. Il cuore di questa raccolta manifesta il bisogno di ascoltare la rivoluzione emotiva che ci abita, per offrirle lo spazio indispensabile e abbandonare, finalmente, l’ossessivo controllo che domina i nostri giorni. |
Davide Tosello: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso e stylophone Anno: 2025
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