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Già autori di un album ("Antiuomo") e due EP ("T9 Vol 1" e "T9 Vol. 2"), il gruppo ha gradatamente plasmato il proprio songwriting incentrandolo fortemente sullo shoegaze e sul dream pop. In un certo senso possiamo dire che il nuovo disco, intitolato, "The Race", rappresenti l'apice evolutivo di tale trasformazione al punto che merita di essere considerata l'opera migliore realizzata dai Grigio Scarlatto. Le prerogative che contraddistinguono i citati generi musicali le riscontriamo tutte: uso di effetti sonori, elementi psichedelici, intelaiatura dei brani densa e avvolgente, distorsioni, vibrato, voce angelica utilizzata come se fosse uno strumento vero e proprio, atmosfere melodiche ed eteree, ma anche sostenute in taluni frangenti. La stile può essere associato a quello di formazioni similari quali i britannici Cocteau Twins e Slowdive o gli americani Beach House e Team Sleep (la project band di Chino Moreno dei Deftones), tuttavia, non si riduce a una mera scopiazzatura, perché la proposta del trio veneto denota personalità da vendere e idee ben chiare. La loro musica è cristallina, raffinata, eterea; un piacevole viaggio sonoro tra le nuvole che si snoda attraverso le nove tracce che compongono "The Race" senza che si palesi alcun calo d'intensità. Le tematiche sono oniriche, introspettive e alienanti, in perfetta sintesi con il sound sempre alla ricerca di brillanti elementi estetici da poter sviluppare. Gruppo sicuramente da promuovere... e noi lo facciamo volentieri... se lo merita. |
Giovanni Stocco: Chitarre, Voci e Pads
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