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Accade, però, che capita di imbattesi in un album coraggioso e ambizioso come "Tout Est Et N'Est Rien (I XVII Conti Di Challant)", titolo del nuovo disco della talentuosa compositrice piemontese Maria Olivero, e, oltre a essere piacevollmente colpiti, cii si ritrova a riflettere sul fatto che forse il futuro della musica non sia poi così plumbeo. Siamo al cospetto di un'architettura sonora raffinata che abbraccia stili diversi quali il rock progressivo di matrice sinfonica, la world music, la medievale contermponarea e il folk, denotando la sopraffina versatilità di quest'artista. Atmosfere intriganti si legano a una accurata ricerca storica e a una narrazione teatrale e drammaturgica di rara bellezza. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla voce cristallina e suadente di Maria che canta magistralmente in italiano e in francese. Le liriche sono caratterizzate da un alto livello letterario, come si evidenzia gia' da "Challant", il brano d'apertura: "Tout est monde et le monde n'est rien ce sont les terres de Challant Tout est et n'est rien Più in là Su Lei Regulus stella lucente del sud Chiaro di Luna, nel tempo che c'è Tout est monde et le monde n'est rien Il legame con il libro di Ezia Bovo "I XVII conti di Challant. Tout est et n'est rien" (Pedrini - 2025) va rimarcato anche perché i testi del disco sono presenti in quel saggio. "Tout Est Et N'Est Rien (I XVII Conti Di Challant)" (il titolo riprende una massima della casata dei Challant e significa "tutto esiste, ma allo stesso tempo, nulla ha una esistenza assoluta") è un lavoro che merita attenzione per la qualità dei suoni eleganti e senza tempo e per l'originalità dell'idea posta alla base del progetto. L'architettura complessa potrebbe far demordere qualcuno dall'approfondire l'opera, ma sarebbe un grave errore dato che il disco è una palese dimostrazione di come l'underground italiano sia prolifico e capace di offrirci una musica di elevato profilo intellettuale.
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Maria Olivero: Voce, Pianoforte, Dulcimer e Tastiere
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