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«Misticismo, heavy metal, acciaio mistico ed epica oscura, J.R.R. Tolkien, Michael Moorcock e Michael Whelan», recita il comunicato stampa dell'opera. Al riguardo, il co-fondatore e batterista della band, Rob Garven, ha dichiarato: «Penso che suoniamo meglio ora rispetto ai tempi di "King of the Dead". Sul palco indossavo gli auricolari e mi sono venute le lacrime agli occhi quando la musica suonava così fedele a quella che abbiamo registrato tanti anni fa!. Avevamo già suonato al Roxy in precedenza, il 19 gennaio 1983, con Bitch, Malice e Pandemonium. Il fondatore di Metal Blade, Brian Slagel, potrebbe aver avuto qualcosa a che fare con lo spettacolo, dato che erano presenti quattro band di "Metal Massacre 1", uscito l'anno precedente». Detto ciò, rispetto al suo predecessore ("I'm Alive", uscito nel 2019), questo album tributa maggiormente il passato discografico del gruppo: se è vero, infatti, che il primo vinile propone per intero "Dark Parade", ad oggi l'ultimo capitolo in studio del gruppo californiano, il secondo preleva randomicamente dagli album precedenti: ben 5 i brani estratti da “Frost And Fire” (“Atom Smasher”, "I’m Alive", "Black Machine", “King Of The Dead” e il brano che fornisce il titolo a quella che, senza dubbio, può essere identificata quale la loro migliore prova), ai quali si aggiungono “Blood And Iron” e “Chaos Descends” da "One Foot In Hell", "Death Of The Sun", "Master Of The Pit" e il brano omonimo da “King Of The Dead”, “Join The Legion” e "Fire" da "Paradise Lost", nonché “The Frost Monstreme”, unica testimonianza dal più recente “Forever Black”. Quanto al citato "Dark Parade", la proposta è talmente fedele, da far sì che il minutaggio originario sia replicato pedissequamente. Un'ottima performance che riprende anche le pur rare incursioni in altri alvei musicali: l'introduzione acustica di ispirazione spagnoleggiante di “Sacrifice”, le influenze chiaramente orientali di “Relentless”, le inquietudini apocalittiche di “Down Below”, ascendenze perfettamente incastrate nell'alveo roccioso che da sempre tipizza il sound del quintetto. In sintesi, questo live, più del precedente, può essere tratteggiato quale genuina e preziosa testimonianza del verbo tolkieniano a vocazione metallara, talché il titolo è consigliato anche a chi dovesse accostarsi alla band per la prima volta: 20 tracce per poco meno di 2 ore di musica di intramontabile epic metal, sublimata dalla consueta, magnifica copertina fantasy, per il godimento degli utenti maggiormente feticisti. |
Tim Baker - lead vocals Tracklist
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