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Quest'ultimo, peraltro, è tuttora coinvolto, nel duplice incarico di produttore e curatore degli arrangiamenti, così contribuendo a confezionare un album raffinato ed intimistico che pesca da emozioni e sapori del Sud Italia, opportunamente confluite nell'apprezzato alveo cantautorale, pur prendendo le distanze da contesti meramente etnici. Ciò è particolarmente evidente, tra gli altri, in "Fiori di castagno", un acquerello acustico di rara suggestione, o in "Rosa", melodia che culla l'ascoltare in un dimensione "altra" che poggia le basi su una sospesione avvolgente; continuando, "Elastici" viaggia in bilico tra suadente romanticismo e una certa drammaticità di fondo, mentre i vocalizzi di "Autunnando" paiono evocare le ascendenze eteree del David Crosby di "If I Could Only Remember My Name", ed in "Senza" l'artista incede nel minimalismo espressivo, offrendo così l'opportunità all'ascoltatore di cogliere la bellezza di ciò che non viene riferito rispetto a quanto viene invece espresso chiaramente. "Jurrandrea" esprime un cantautorato che unisce intimismo, pathos e poesia, in pieno diradamento estetico, quasi il contante unisse la sensibilità malinconica del primissimo Fabio Concato, alla rarefatta capacità espressiva tipica del Fabrizio De André precedente ai sodalizi con PFM, Mauro Pagani e Massimo Bubola. |
Aquerell (Luca Vittorino) Tracklist:
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