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La band appartiene alla sfera underground e per questo non scalerà mai le classifiche di vendita. D'altronde, quando si decide di suonare musica alternativa infarcita di suoni e strutture armoniche in netto contrasto con ciò che ci viene propinato quotidianamente, si è anche consapevoli che la via della fama è preclusa. Tuttavia, è incontrovertibile che l'arte delle sette note può avere uno sviluppo futuro se qualcuno osa e gli UdP lo fanno e lo fanno bene. Grazie ad album come il recente "Culto" è possibile immaginare un futuro meno plumbeo per la nostra beneamata musica. Le liriche trattano tematiche serie e attuali, il sound è distorto, oscuro, fragoroso in taluni frangenti, ossessivo nella parti più lente, il tutto piuttosto svincolato da qualsovoglia cliché. Quattordici brani distopici proposti senza soverchie concessioni per l'ascoltatore. Non c'è possibilità di fuga perché gli UdP ti costringono a riflettere sulla decadenza del genere umano, ponendo l'accento su tematiche terrificanti: uno scenario di guerra tra uomo e macchina ("Pyongyang"), la sorveglianza sociale autoimposta e infima che ci priva a poco a poco della libertà ("Panopticon"), la contrapposizione tra chi è contro la tecnologia e chi è a favore ("Neoluddismo"), il progressivo calo della capacità di apprendimento dell'essere umano ("Diafani Lividi"), le derive delle false informazioni che ci fanno credere ciò che i potenti vogliono ("Mistico Fuoco") ecc.ecc... Il tutto infarcito di suoni malati, batteria elettronica, Vocoder, sintetizzatori e tanta voglia di stupire. Se vi abbiamo messo curiosità procuratevi "Culto", forse è davvero utile per svegliarci e capire meglio che il mondo sta andnato a rotoli. |
Meneghello Andrea: Batteria, Voce & Vocoder Tracklist:
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