|
Con "Mere, On Stage!" giungono al loro secondo live in carriera dopo l'ottimo "Livesmere" uscito tre anni fa. Si tratta di un album genuino, privo di sovraincisioni o di qualsivoglia miglioramento realizzato in studio. L'intento è stato quello di voler fotografare un momento preciso della storia di questa formazione, così come è stato, quindi, compresi i difetti (pochi a dire il vero). L'atmosfera live di "Mere, On Stage" ti avvolge irresistibilmente e ti catapulta presso la Cascina Caremma a Besate, in provincia di Milano, dove il 25 marzo 2024 si esibirono gli Ellesmere in occasione del Prog and Frogs Music Festival. E' proprio quel concerto, infatti, a essere stato immortalato nel disco. Otto i brani proposti che rimandano ai mitici anni Settanta quando Emerson, Lake & Palmer, Yes, Genesis, King Crimson, Van Der Graaf Generator imperversavano e trovavano ampi consensi proprio qui da noi. C'è tanto revaivalismo, ma, fatta esclusione per il bucolico album di debutto, non è mai stata intenzione di Vitelli volersi distanziare da quella tipologia di progressive, cercando, tuttavia, di personalizzare il più possibile la propria musica. Pezzi come la marziale e strumentale "Ridge Fanfare", la poderosa "Northwards", la brillante "Tundra", la dolce "Runaway", la lunga evocativa "Crystallized" (con uno splendido David Jackson al sassofono con tanto di citazione a "Pawn Hearts" e un assolo di batteria di Diego Bertocci posto alla fine) sono gemme preziose nel nulla cosmico in cui versa la musica italiana. Il terzetto conclusivo è contraddistinto da un minutaggio corposo (più di nove minuti "Ajar" e "Another World" e oltre i dodici la conclusiva "Time, Life Again") e mette in mostra tutto il potenziale e il talento di questa fantastica line up. Una sezione ritmica precisa come un metronomo, sontuose parti di tastiere e di Moog, un grandioso Giacomo Anselmi alla chitarra, tutto è stato curato alla perfezione. Una menzione a parte la merita il cantante John Wilkinson dotato di un vocalism eccellente che ricorda il grande Phil Collins. L'architettura di questi brani è complessa e pone in risalto la modernità del prog sinfonico irrobustito con sezioni rock molto decise. Un ottimo live, non c'è dubbio, impreziosito da una notevole bonus track registrata in studio, la melodica "Broken Barricades", storico brano dei Procol Harum, qui magistralmente rivisitata. Senz'altro uno dei migliori album progressive usciti quest'anno. |
Roberto Vitelli: Rickenbacker Bass & Taurus I Moog Bass Pedals Tracklist:
|










