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Con prezzi che oscillanno dagli 85 euro della versione in vinile nero, ai quasi 90 di quello colorato, accaparrarsi una copia di questo triplo vinile alla metà del suo valore di mercato, come fatto da chi scrive, dovrebbe rappresentare un vero colpaccio.
Invece, fin dall'ascolto del primo brano, risulta chiaro che il pezzo ha un suo innegabile valore soltanto sul piano squisitamente collezionistico (copertina a parte, ovviamente, fatto piuttosto consueto quando si parla degli album dei Mr. Big): tirato in soli 1000 esemplari e sublimato da una confezione gatefold apribile in tre parti, corredata di inserto e patch colorata, questo triplo vinile documenta la non esaltante performance tenuta dai Mr. Big al Budokan di Tokyo, il 26 luglio 2023. La band è a posto, invero, forte di musicisti ancora molto in gamba, compreso il neo acquisto Nick d'Virgilio (batterista dotato già al servizio di Genesis, Spock's Beard e Big Big Train, anche qui perfettamente a proprio agio), mentre, e duole rimarcarlo, Eric Martin non è chiaramente più in grado di sostenere le alte note del repertorio datato. Ne abbiamo ampiamente parlato recensendo il concerto da loro tenuto al Bambù Festival, il 10 agosto dell'anno passato. A dirla tutta, in questo disco il cantante non prende sonore stecche - che, invece, connotarono quella infausta data dal vivo - ma, più correttamente, egli offre una prestazione chiaramente sofferta, a dir poco sottotono, perfettamente in bilico tra rigurgito post sbornia e sforzo da water. Alla luce di quanto sopra, viene da chiedersi perchè attingere prevalentemente dagli album "Mr. Big" e "Lean into It" (con l'eccezione dei soli brani "The Chain Promise", "Her The Moon", "Where Do I Fit In?", "Colorado Bulldog", inclusi in lavori successivi), e non anche dagli ultimi lavori, tutti pregevoli (quantomeno con riguardo a "What If...", "...The Stories We Could Tell" e "Defying Gravity"), certamente più alla portata dell'invecchiato cantante. E poi basta con le cover di "Wild Word", "Baba O'Riley", rispettivamente di Cat Stevens e Who, ai quali si unisce anche un'inutile versione di "Good Lovin'" dei The Young Rascals, anche queste, manco a dirlo, cantata non proprio in scioltezza. Secca parlar male di uno dei più dotati cantanti hard & heavy di tutti i tempi, ma la realtà è questa, e il titolo in esame lo documenta in termini inconfutabili. Non sarebbe meglio aderire al protocollo Steve Perry, secondo cui un cantante (e vale anche per i musicisti), sceglie coscienziosamente di scendere dal palco, resosi conto che non può eguagliare il sé stesso di 20 anni prima? Detto ciò, e concludendo, parafrasando il titolo del disco, "The Big Finish Band" sarebbe stata una locuzione decisamente più pertinente.
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Eric Martin: Voce Paul Gilbert: Chitarra Billy Sheehan: Basso Nick d'Virgilio: Batteria
Anno: 2024 Label: Evoxs Genere: Hard Rock/AOR
Tracklist: Addicted To That Rush Take Cover Undertow Daddy, Brother, Lover, Little Boy (The Electric Drill Song) Alive And Kickin' Green-Tinted Sixties Mind Lucky This Time Voodoo Kiss Never Say Never Just Take My Heart My Kinda Woman A Little Too Loose Road To Ruin To Be With You Big Love The Chain Promise Her The Moon Where Do I Fit In? Wild World Paul Gilbert Solo Colorado Bulldog Billy Sheehan Bass Solo Shy Boy 30 Days In The Hole Good Lovin' Baba O'Riley

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