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Apro con interesse questo nuovo disco di Eivind Lorentzen, musicista e musicologo norvegese con già all’attivo parecchi lavori, incuriosito dall’impegnativo titolo “Leave nobody behind” (Non lasciare nessuno indietro)..
Dico “apro” e non solo “ascolto” perché da subito si capisce che la musica è indissolubilmente concatenata ai testi, recitati nell’album da Brian M. Talgo, delle poesie di Rilke riportate nel libretto ed essenziali per comprendere lo spirito dell’intera opera. Rainer Maria Rilke fu uno degli intellettuali protagonisti, con Campana, Kandinskij, Schiele, Kokoschka, Schoenberg, Wittgenstein e tanti altri, di quegli anni del primo 900 caratterizzati da un malessere generale e da una atmosfera comune di preoccupazione, uno stato d’animo inquieto, chiamato nichilismo in filosofia ed espressionismo nelle arti, che sembrava presagire gli imminenti disastri della guerra. Sensazioni che portarono a una visione della vita come di un incubo, come una decadente emarginazione che sfociò in molti ineluttabili suicidi come unica soluzione esistenziale. Un grido di sofferenza dell’io in un momento in cui i meccanismi sociali stavano annullando la soggettività e l’antico ruolo dell’artista come voce della comunità si stava indebolendo. Uno stato che rispecchia l’odierno malessere e disagio, da qui il desiderio di Lorentzen di affrontarlo con una album che vuole ricreare connessioni e partecipazioni partendo dalle emozioni. Una musica colta, raffinata, in cui le note diventano i colori con cui dipinge ogni voce della terra; un mélange di architetture sonore classiche moderne e prog, di contaminazioni jazz e ambient che di volta in volta sradica le parole e le mette in cammino verso nuovi significati: basta ascoltare la title track o le due “Dimension of Hope”, leggermente bustrofediche ed introspettive, per sentire quella fiducia del domani che Lorentzen ci sta proponendo. Un eccellente tappeto sonoro ricco di atmosfera, dove elementi elettronici soft incontrano arrangiamenti acustici minimali dove i synth avvolgenti e loop pulsanti costruiscono una sospensione emotiva. L’uso della voce recitata contemplativo si aggiunge al lavoro qui del sassofono, là del violino, altrove delle tastiere che vivacizzano il perfetto equilibrio e i continui richiami ed evoluzioni dei temi. La produzione, poi, tende a valorizzare gli spazi vuoti, consentendo ai silenzi di parlare quanto la musica e le parole. Un disco che è una ricerca di sé stessi e dell’eliminazione delle proprie dissonanze: uomini migliori per costruire una società ed un futuro migliore. Un invito a “non lasciare indietro nessuno”. Un disco difficile, significativo prima ancora che orecchiabile, ma che una volta accolto non mancherà di rimanervi accanto.
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Eivind Lorentzen: chitarre, basso, tastiere con Atle Pakusch Gundersen Trond Gjellum Jácome Guerrero Kiko Paulin Skoglund-Voss Markus Reuter Davide Rossi Charlotte Valstad Nilsen
Pubblicazione: 2025 Label: Apollon Records Genere: classica moderna
tracklist 01. Leave nobody behind (full version) 02. Autumn 03. Offering to the lares 04. Evening 05. Lament 06. Dimension of hope 1 07. The dark hours of my being 08. Solitude 09. Leave nobody behind (piano and strings) 10. Symbols 11. Remembrance 12. Dimension of hope 2 13. Autumnal day

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