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Più volte abbiamo avuto modo di elogiare la qualità e la prolificità del black metal polacco.
Sono davvero tanti i gruppi che negli ultimi anni si sono cimentati nel genere creando, di fatto, uno scenario tra i più meritevoli di considerazione a livello mondiale. Non deludono minimamente nemmeno i Frontschwein, giunti al loro album di debutto con "Faces of War". Il moniker della band (letteralmente “maiale del fronte”, riferito ai soldati tedeschi impiegati in prima linea), richiama non a caso il titolo dell’omonimo disco dei Marduk, pubblicato nel 2015. La musica, infatti, è furiosa, grezza, violenta e fa esplicito riferimento alla vecchia scuola scandinava. Non c’è nulla d’innovativo ma soltanto tanta passione e genuinità da vendere. Le tematiche affrontate sono afferenti alla disumanità della guerra con riferimenti, tanto per chiarire meglio le idee, agli orrori della battaglia di Leningrago, agli eccidi compiuti nel campo di concentramento croato di Jasenovac, alla famigerata Operazione Reinardt (nome in codice dell'operazione di sterminio degli ebrei e rom polacchi) e agli atti eroici compiuti dall’aviatore tedesco della Luftwaffe Joachin Marseille. Il duo che compone questa formazione vanta già una consolidata esperienza nel settore (Vomit figura tuttora nella line up di AntiFlesh, Into the Grave e Whoregrinder, mentre il vocalist Konrad Petrykowski militava negli Invalid Libido e negli Splatterhead) e il songwriting di "Faces of War" lo dimostra ampiamente. L’ascoltatore verrà catapultato senza pietà nella devastazione della Seconda Guerra Mondiale attraverso un sound brutale e veemente all’inverosimile. Non dite che non vi avevamo avvertiti.
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Vomit: All Instruments Konrad Petrykowski: Vocals
Anno: 2025 Label: Old Temple Genere: Black Metal
Tracklist:
01. Frozen Fortress 1942 02. Gnadentod 03. Aktion "Reinhardt" 04. 101 Panzer-Abteilung 05. La Divisiòn Azul 06. Balkan City of the Dead 07. The Star of Africa

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