|
Tralasciando quindi la seconda uscita, della quale abbiamo abbondantemente parlato nella recensione di cui al link sopra riportato (e i cui contenuti sono qui da intendersi integralmente ripresi), l'ep merita certamente maggiore attenzione. Spalmato su soli 4 brani, estratti dai concerti tenuti dalla band nel 1975 all'Earl's Court ("In My Time Of Dying" e "Trampled Under Foot") e nel 1979 a Knebworth ("Sick Again" e "Kashmir"), questo disco apre il fianco ad alcune considerazioni, purtroppo prevalentemente negative. Più nel dettaglio, ci si chiede perchè limitare la scaletta a soli 4 pezzi, metà dei quali, peraltro, pescati dal tour di "In Through the out Door". La risposta va fatta risalire al dvd ufficiale del 2003 (battezzato, con ben poca fantasia, semplicemente "Led Zeppelin DVD"), che riportava estratti dalle due date citate poco sopra, la prima delle quali si limitava a "Going to California", "That's the Way", "Bron-Y-Aur Stomp", "In My Time of Dying", "Trampled Under Foot", "Stairway to Heaven". Il lettore attento avrà certamente notato l'esiguo numero di brani in rappresentanza di "Physical Graffiti" (due soltanto), circostanza piuttosto incredibile, se si considera che il concerto tenuto all'Earl's Court fu immortalato nella sua interezza (il setlist eseguito quella sera, includeva anche "Rock & Roll", "Sick Again", "Over The Hills & Far Away", "The Song Remains The Same", "The Rain Song", "Kashmir", "No Quarter", "Tangerine", "Moby Dick", "Dazed & Confused", "Whole Lotta Love", "Black Dog"). La scelta attuale di prelevare da quel concerto soltanto due canzoni si concretizza pertanto quale selezione di una già passata selezione, entrambe selvaggiamente limitate, verosimilmente a causa di prestazioni non eccellenti, segnatamente di natura vocale (considerando che la voce di Plant cominciava a fare cilecca proprio a metà degli anni '70, se non poco prima). Dovendo garantire, oggi, la celebrazione di "Physical Graffiti", la band ha quindi preferito attingere altrove, pur considerando l'estraneità del tour del 1979 con il citato doppio album. Per la cronaca, anche i brani presi dal concerto di Knebworth sono il frutto di una copiosa cernita, con la differenza, tuttavia, che la selezione risparmiò, tra gli altri, "Sick Again" e "Kashmir", all'epoca effettivamente inseriti nel dvd in questione. Da ciò discende la "necessità" di includere questi ultimi nell'odierna uscita. Quanto sopra si traduce in un prodotto discografico che appare irrispettoso due volte: una prima con riguardo alla mancata pubblicazione del concerto tutto; una seconda in ordine alla scelta filologicamente scorretta, stante l'inclusione di una performance di fine anni '70. Considerando inoltre che, da un punto di vista della mera esecuzione, la qualità di tutti i brani appare non più che dignitosa, questo prodotto risulta perfetto per l'ascoltatore medio, pure largamente presente nel pubblico degli Zeppelin (più affascinato dal mito che dal valore artistico), piuttosto che al fervido appassionato, molto più attento tanto alla sostanza esecutiva, quanto alla correttezza di merito. |
John Bonham: batteria, percussioni Anno: 2025
|










